Conoscere Dio

Santissima Trinità (Masaccio) – Firenze, Chiesa di santa Maria Novella

Tu, o Dio, crei e santifichi sempre,
fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene.

Questa parole che concludono la Preghiera eucaristica I, chiamata anche Canone romano, sono una gemma preziosa posta sulla bocca della Chiesa per compiere l’azione di grazie eucaristica, affermando, in poche battute, tutto ciò che Dio fa per noi e aiutandoci a conoscerlo.
Oggi sembra che a pochi (cristiani compresi) interessi conoscere Dio.
Alcuni sono interessati a compiere la sua volontà, cercando di essere persone buone e giuste.
La maggior parte degli uomini e delle donne su questa terra, soprattutto nell’occidente opulento e in crisi per la sua economia in disfacimento, sistema nel quale aveva posto (e continua a riporre) molte speranze di bene, sembra del tutto disinteressata a conoscere chi sia Dio.
Eppure, come ci ricorda il Vangelo secondo Giovanni, da questa conoscenza dipende la vita eterna, non come bene meritato, ma come dono ricevuto da Colui che è stato conosciuto: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3).
Quella vita che il nostro cuore desidera per essere liberato dalla morte, è il dono che il Padre è disposto a darci, grazie a Cristo, morto e risorto per noi, mediante lo Spirito Santo.
La “vita eterna” è un’espressione sintetica che il Vangelo usa per comunicarci tutto quanto Dio è pronto a donarci, doni che nelle parole del Canone romano sono descritti in modo più dettagliato.

Il dono di Dio è la creazione, un’opera che non si colloca all’inizio del tempo, ma che continua nel tempo perché Dio è Creatore sempre e la sua azione creatrice avviene sotto i nostri occhi.
Il dono di Dio è la santificazione, un’opera che, mediante il dono incessante dello Spirito di Dio, pervade il tempo e la storia in ogni generazione.
Il dono di Dio è vivificare, sconfiggere la morte, fare trionfare la vita, rinnovare continuamente la vita.
Il dono di Dio è benedire, introdurre il bene nel mondo per sconfiggere il male in ogni sua forma.
Il dono di Dio è donare al mondo ogni bene, sia quello che corrisponde alle nostre necessità, che quello che corrisponde ai nostri desideri buoni.

Questa è la vita eterna, ma noi la possiamo ottenere come un dono solamente se ci fidiamo di colui che ce la dona. Tale fiducia (=fede) cresce con la conoscenza di Dio, perché non ci possiamo fidare di chi non conosciamo.

Nel corso della storia della Chiesa, per aiutarci a comprendere meglio le cose, queste varie modalità in cui il dono di Dio si manifesta a noi sono state attribuite a una o all’altra delle persone della Santissima Trinità. Si è detto, per esempio, che il Padre è colui che crea; il Figlio è colui che salva; lo Spirito colui che santifica. Questo modo di esprimersi, pur non essendo errato, rappresenta una semplificazione perché Dio, nella comunione delle persone, agisce sempre “in solido“, unito nella comunione di intenti e di azione. Alla luce di questi pensieri possiamo leggere il Vangelo di questa domenica che la Chiesa ci consegna per celebrare la Santissima Trinità.

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»
.

Preghiera Ef 1,3-10
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

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