Sei dimora di Dio

Nadia De Munari – missionaria uccisa in Perù il 24 aprile 2021

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,23-29
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Alcune note per la comprensione del testo:
– Nel Vangelo di Giovanni è ribadito più volte il rapporto tra amore per Cristo e osservanza dei comandamenti e della sua parola. L’amore non è un sentimento vago, ma un legame che si concretizza nell’ascolto e nell’obbedienza.
– Il legame con Cristo, che si manifesta nell’ascolto e osservanza della sua parola, ci conduce ad una relazione con il Padre e lo Spirito con i quali il Figlio vive una comunione intima. Tale legame non ci pone semplicemente alla presenza della Trinità divina, ma ci consente di diventare dimora di Dio. Come Dio prese dimora nel Tempio di Gerusalemme per testimoniare la vicinanza concreta al suo popolo; come divenne carne nel grembo della Vergine Maria dal momento in cui Lei ha accolto la Parola del Padre e lo Spirito Santo; così anche noi diventiamo dimora del Dio vivente.
– La comunione con la Trinità divina consente allo Spirito di agire in noi e di ricordarci le parole che Gesù ha detto, di guidare il nostro cammino nella storia facendoci ascoltare interiormente la voce del Pastore buono che ci guida alla vita in abbondanza.
– La comunione con il Figlio di Dio e, attraverso di Lui con la Trinità santissima, ci consente di sperimentare quella pace che non coincide con l’assenza del conflitto, ma di poter confidare in Colui che ha promesso di rimanere per sempre con noi.

Domande per la riflessione e la condivisione:
– Cosa significa per me vivere l’amore del Figlio di Dio e sentirmi amata/o dal Padre?
– Come si esprime nella mia vita quotidiana l’inabitazione di Dio in me?
– Quando ho fatto l’esperienza dell’azione dello Spirito che ha riportato alla mia “memoria” spirituale la parola di Gesù per illuminare i passi del mio cammino?

Preghiera: Salmo 66
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

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