Segno di riconoscimento

Dal Vangelo secondo Giovanni 13,31-35
Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Note per la comprensione del testo:
– Anche questa domenica ci viene dato “un frammento di Vangelo” che, come seme, chiede di entrare nella terra della nostra vita per portare frutto. Ci troviamo nel capitolo 13 del vangelo secondo Giovanni, un capitolo famoso per il racconto della lavanda dei piedi. Il testo inizia con l’uscita di Giuda dal cenacolo. Egli va “a consegnare Gesù”, ma in realtà, nel gesto che Gesù ha compiuto lavando i piedi ai suoi discepoli, Lui si è già consegnato totalmente scegliendo la via dell’amore. In questo viene glorificato dal Padre. Il Cristo sarà glorificato – secondo l’evangelista Giovanni – quando quel gesto profetico, compiuto tra le mura del cenacolo, diventerà un segno eloquente per tutti nella morte in croce del Figlio di Dio.
– Un comandamento nuovo. Sant’Agostino si chiede in che cosa sia nuovo questo comandamento? Allo scriba che viene da Gesù per domandare quale sia il comandamento più grande, Gesù indica la via dell’amore già scritta nella Legge (Cfr. Mt 22,34-40). In che cosa, dunque, questo comandamento è nuovo? Dice Agostino che è nuovo perché fa riferimento a Gesù stesso, ma soprattutto perché è dato a uomini e donne che sono stati amati e per questo resi nuovi. “Questo è l’amore che ci rinnova, perché diventiamo uomini nuovi, eredi della nuova alleanza, cantori di un nuovo cantico. Quest’amore, fratelli carissimi, ha rinnovato gli antichi giusti, i patriarchi e i profeti, come in seguito ha rinnovato gli apostoli. Quest’amore ora rinnova anche tutti i popoli, e di tutto il genere umano, sparso sulla terra, forma un popolo nuovo, corpo della nuova Sposa dell’unigenito Figlio di Dio“.
– E’ questa novità il segno distintivo: uomini e donne rinnovati dall’amore ricevuto, che divengono capaci di un amore reciproco totalmente libero e gratuito, segno di Colui che ha amato il mondo fino a dare sé stesso.
– In questo senso la Croce è un segno di riconoscimento per i cristiani. Non come simbolo identitario da brandire contro altri, ma come testimonianza di un amore ricevuto che orienta la nostra vita fino al dono di noi stessi ai fratelli e al mondo intero. Solo da questo, non da ciò che indossiamo o da ciò che diciamo possiamo essere riconosciuti come discepoli di Gesù.

Domande per la condivisione e la riflessione
– Sono consapevole che la testimonianza del mio essere cristiana/o dipende da quanto testimonio l’amore ricevuto e condiviso con i fratelli?
– Cosa mi aiuta a crescere nella consapevolezza di essere amato/a da Cristo? Cosa mi aiuta a vivere l’amore per i fratelli? Cosa mi ostacola invece? Su cosa sento di dovermi convertire per essere autentico discepolo/a di Gesù?

Preghiera: dal Salmo 145
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

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