Liberi davvero

Dal libro del profeta Daniele cap 3
In quei giorni il re Nabucodònosor disse: «È vero, Sadrac, Mesac e Abdènego, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d’oro che io ho fatto erigere? Ora se voi, quando udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, sarete pronti a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatto, bene; altrimenti, in quel medesimo istante, sarete gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Quale dio vi potrà liberare dalla mia mano?».
Ma Sadrac, Mesac e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto».
Allora Nabucodònosor fu pieno d’ira e il suo aspetto si alterò nei confronti di Sadrac, Mesac e Abdènego, e ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrac, Mesac e Abdènego e gettarli nella fornace di fuoco ardente.
I servi del re, che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare il fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti. La fiamma si alzava quarantanove cùbiti sopra la fornace e uscendo bruciò quei Caldèi che si trovavano vicino alla fornace. Ma l’angelo del Signore, che era sceso con Azarìa e con i suoi compagni nella fornace, allontanò da loro la fiamma del fuoco della fornace e rese l’interno della fornace come se vi soffiasse dentro un vento pieno di rugiada. Così il fuoco non li toccò affatto, non fece loro alcun male, non diede loro alcuna molestia.
Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero. Egli soggiunse: «Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell’aspetto a un figlio di dèi».
Nabucodònosor prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio all’infuori del loro Dio».

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,31-42
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Renderci liberi è il più grande impegno di Dio dopo la creazione del mondo. Anzi, si potrebbe dire che è ancora più grande, perché se per creare il mondo ci ha messo sei giorni (Gen 1), per renderci liberi davvero ha impiegato e sta impiegando tutto il resto dei giorni.
La libertà dell’uomo è fortemente limitata dal peccato che lo rende schiavo: è molto evidente quando il peccato di uno rende schiavo – anche fisicamente – un’altra persona. Pensiamo a tutte le nefandezze compiute nel corso della storia, ma pensiamo anche a quanto accade ai nostri giorni e quante siano le circostanze in cui la dignità delle persone è umiliata e le persone sono tenute in regime di schiavitù (tratta delle persone, sfruttamento sessuale, situazioni di lavoro nell’illegalità, violenza sulle donne, senza contare le guerre, i rapimenti, l’aborto, l’abbandono delle persone fragili, …).
Ma l’uomo è schiavo del peccato anche quando “pensa di non fare male a nessuno”, quando non è libero di scegliere ciò che è bello e buono, quando diventa dipendente da ciò che lo umilia come persona (pensiamo a tutto il vasto mondo delle dipendenze), quando non riesce a rinunciare a ciò che gli fa male.

Gesù è venuto per compiere questo desiderio di liberazione che è presente in Dio e che sale a Dio nelle invocazioni degli uomini e delle donne che chiedono aiuto. La condizione per essere liberi è rimanere nella Parola di Dio, quella che ci consente di conoscere la verità e vivere da persone libere. Cosa ci annuncia questa parole? Qual è la verità che contiene?
La parola che Gesù è venuto a portarci e nella quale ci chiede di rimanere è quella che ci annuncia che noi siamo figli amati e benedetti di Dio, che Dio è pronto ad aprire per noi la via della riconciliazione, che il desiderio più grande di Dio è che noi partecipiamo al sommo bene che è la sua vita; in quella Parola, la stessa in cui Gesù ci invita a seguirlo, noi troviamo la via che ci riconduce alla comunione d’amore con il Padre e che ci consente di conoscere chi noi siamo veramente.

Quando un uomo o una donna vengono a conoscere quale sia il tesoro contenuto nella Parola di libertà che Gesù ci ha annunciato, non c’è nulla che possa separarli da quella parola, neanche le minacce di un re prepotente che pretende di essere riconosciuto come dio. E’ in questa libertà e in questa esperienza di amore che dobbiamo leggere la testimonianza dei martiri: essi non sono degli eroi della coerenza, non sono delle persone incorruttibili per virtù morale, ma uomini e donne, a volte anche molto giovani, che, scoperta la via della libertà non sono stati disponibili a rinunciarvi nemmeno dietro le minacce di morte.

Ma l’uomo, nella sua presunzione di autonomia, può rifiutare questo intervento di Dio, anzi lo può addirittura reputare dannoso per sé e per la sua libertà di autodeterminarsi. La libertà è un frutto e una premessa dell’accoglienza della Parola di Dio.

Una buona notizia: il Signore ci vuole liberi perché siamo figli amati.

Per pregare: Dn 3,52-56
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso,
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini,
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

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