Il riscatto del giusto scartato

Dal libro della Gènesi cap. 37
Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.
I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.
Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. Si dissero l’un l’altro: «Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».
Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita». Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre.
Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.
Poi sedettero per prendere cibo. Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano, che andavano a portare in Egitto. Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello e a coprire il suo sangue? Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto.
Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

Dal Vangelo secondo Matteo 21,33-43.45
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Ciò che noi scartiamo diventa ciò su cui il Signore costruisce.
La citazione del salmo 117, attribuita alla vicenda pasquale di Gesù, ci introduce nella logica di Dio che salva attraverso ciò che noi scartiamo. Non solo ci salva, non solo viene in nostro aiuto, ma per farlo, parte e valorizza ciò che noi, insipientemente, avevamo scartato.
Così è stato nella vicenda di Giuseppe, venduto dai fratelli come schiavo e divenuto causa di salvezza per la sua famiglia e per tutto il suo popolo. Così è stato per Gesù, rigettato dagli uomini e dai capi del suo tempo, ucciso come un infame fuori delle mura di Gerusalemme, ma innalzato alla gloria di Dio come Salvatore e Cristo.

Questa logica paradossale di Dio è molto difficile da accogliere ed è una delle piste di conversione quaresimale.
Dio, per salvarci, non interviene suscitando qualcuno che anche noi riconosciamo come capace di esser mediatore di salvezza, ma sceglie colui di cui “non avevamo alcuna stima” (Cfr Is 53), colui che noi avevamo considerato un nulla e colui di cui ci siamo fatti beffe e che – come si direbbe oggi – abbiamo bullizzato (schiaffi, sputi, percosse, ingiurie – Cfr. Is 53) fino alla morte.
Dio per salvarci, non interviene nonostante la fragilità, ma proprio attraverso quella fragilità.

E’ la logica della scelta di Mosè e di Davide; è la logica della scelta di Maria e di Giuseppe; è la logica che Maria canta nel magnificat; è la logica della scelta degli apostoli di Gesù di cui il Vangelo non ci nasconde la fragilità e l’incapacità di “reggere” la proposta del Signore… Dopo millenni di storia biblica ancora rimaniamo stupìti e interdetti, perché questa logica contrasta pesantemente con quanto noi riteniamo conveniente.

Mi viene sinceramente da chiedermi chi siano coloro che il Signore oggi sceglie come salvatori del mondo tra gli scartati della storia; se siamo capaci di riconoscere questa modalità dell’agire di Dio nel nostro tempo; se la fatica della Chiesa di essere testimone del Vangelo in questo tempo, non derivi dalla fatica di rinunciare alla logica del prestigio, del potere e del privilegio, per accogliere serenamente ed evangelicamente la situazione di minorità (oltre che di minoranza) e di povertà, non solo spirituale, che ci viene imposta dalla situazione che stiamo vivendo. Se invece di una chiesa forte (economicamente, politicamente, culturalmente) capace di aiutare i deboli e gli svantaggiati, non dobbiamo accogliere la logica di essere una Chiesa povera che condivide con i poveri l’esperienza e la missione di essere, in Cristo, la pietra scartata che diviene testata d’angolo.

Un passaggio scomodo della Evangelii gaudium può aiutarci in questa riflessione: Per questo desidero una Chiesa povera per i poveri. Essi hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione è un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro. (EG 198)

Una buona notizia: Questo è ciò che il Signore ha fatto ed è una meraviglia ai nostri occhi.

Per pregare: dal salmo 104
Il Signore chiamò la carestia su quella terra,
togliendo il sostegno del pane.
Davanti a loro mandò un uomo,
Giuseppe, venduto come schiavo.

Gli strinsero i piedi con ceppi,
il ferro gli serrò la gola,
finché non si avverò la sua parola
e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.

Il re mandò a scioglierlo,
il capo dei popoli lo fece liberare;
lo costituì signore del suo palazzo,
capo di tutti i suoi averi.

2 pensieri su “Il riscatto del giusto scartato

  1. Ciao Andrea, in questa quaresima ogni volta che apro la Parola condivisa , mi parla, tranquillizzandomi su situazioni spinose che sto vivendo. Te ne sono grata. È la conferma se ce ne fosse ancora bisogno (per me) che Dio non è un Padre distratto, che certe ingiustizie non gli sfuggono … chiede solo pazienza, ascolto e fiducia nel suo operato.
    Grazie per il tuo contributo di messaggero. Spero tutti bene in salute.
    Buona giornata!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.