Testimone della luce

Dagli Atti degli Apostoli 6-7
In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio.
Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».
Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.

Dal Vangelo secondo Matteo 10,17-22
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Il mistero del Natale si sviluppa su due versanti importanti: accogliere la Parola che, mediante il dono dello Spirito, chiede di farsi carne in noi e dare testimonianza della luce.
Nella vicenda di Stefano e di tutti i martiri e le martiri dopo di lui (fino a Rosario Livatino, ultimo martire riconosciuto dalla Chiesa nei giorni scorsi) avviene che lo Spirito scende nel cuore del testimone e diventa carne nelle sue parole proprio mentre è accusato e perseguitato. Nella vicenda del martire il mistero dell’incarnazione si compie pienamente e la sua testimonianza diviene luminosa.
Quelle di Stefano non sono solamente parole dette con sapienza, ma in lui agisce lo Spirito di Gesù ad un livello così profondo che, nel momento della morte diviene per lui spontaneo perdonare i suoi uccisori così come Gesù aveva fatto sulla Croce.

Chiediamo al Signore che questo mistero si compia anche in noi, sebbene in circostanze non così drammatiche.

Una buona notizia: lo Spirito di Dio fa scendere anche in noi la Parola che, se accolta, diviene carne e ci trasforma ad immagine di Cristo.

Per pregare: dal Salmo 30
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria.

Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori:
sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.

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