E’ nato per voi un Salvatore!

Dal vangelo secondo Luca 2,8-14
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia“. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama

Questo testo del Vangelo, fa parte del testo letto durante la notte di Natale.

Tra le “parole cristiane” non ce n’è una più difficile della parola “salvezza”. Eppure ogni anno questo Vangelo è stato proclamato e cantato. Cosa vuol dire che è nato per noi un Salvatore?
Siamo sinceri: non avevamo affatto bisogno di essere salvati! Stavamo bene così. Avevamo i nostri affari, i nostri programmi … la nostra vita sarebbe andata avanti per anni senza sentire il bisogno di essere salvati.
Poi accade qualcosa che nuovamente (non è la prima volta nella storia dell’umanità – è bene ricordarlo) ci fa sentire fragili e impotenti, bisognosi di essere salvati.
Ma cosa significa che è nato per noi un Salvatore? Che Dio viene a guarirci dal Covid-19? Che ci risolve tutti i problemi? Che riporta le cose come prima? … io non credo che accadrà. E allora? Come ci salva Dio?

La prima luce che ci arriva dal Natale è la bella notizia che siamo amati dal Signore. Anche nella liturgia lo potremo proclamare e cantare. Tutti gli uomini sono amati dal Signore e lui non li abbandona in balia della loro fragilità. Essere amata/o è ciò che salva la mia vita. Se non sono amato, anche se sto bene, mi sento povero e miserabile. Dio ci ama: questo è davvero l’essenziale in ogni circostanza.

Il Signore non è venuto a salvarci nella gloria, ma in un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia. Bellissime le parole di Paolo nella seconda lettera ai Corinti: Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. (2Cor 8,9). La modalità in cui il Verbo si incarna nel mondo ci dice che viene a condividere la nostra povertà, che non rimane lontano da noi, che non è incontrabile solo da pochi, ma che sceglie di farsi povero perché nessuno si senta troppo povero davanti a lui.
L’essenziale del Natale è abitare gioiosamente con Cristo questa povertà, sentendola come la condizione privilegiata per poter sperimentare quello che Dio ha scelto per amore nostro.

Ai pastori viene portato il lieto annuncio non perché stessero bene e fossero pronti per fare festa, ma solo perché erano svegli. Loro sono i primi destinatari di una gioia che è sarà da annunciare a tutti. Gli angeli – inviati del Signore – scelgono di partire da loro, nonostante vivessero ai margini della società e della religione e fossero ritenuti poca cosa (come anche oggi i pastori). Condividere la sorte degli ultimi ci da la possibilità di essere svegli per essere testimoni di quanto Dio sta compiendo nel silenzio della notte.

Buon Natale a tutti!

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