Dalla casa di Davide

Dal secondo libro di Samuèle cap 7
Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’, e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Dal Vangelo secondo Luca 1,67-79
In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

Finalmente anche la bocca di Zaccaria si apre alla lode per dire le parole di Dio su quanto sta accadendo. Come la moglie Elisabetta, anche lui fu pieno di Spirito Santo per cantare la sua benedizione.
Il testo, molto famoso, conferma che quanto sta accadendo – con la nascita di Giovanni – è l’inizio del compimento delle promesse che Dio ha fatto alla casa di Davide (quella riportata nella prima lettura) ed Israele per mezzo dei profeti.

C’è un passaggio del cantico di Zaccaria che mi sta particolarmente a cuore e che purtroppo nella recita corale quotidiana delle lodi mattutine viene sacrificato dalla modalità in cui viene recitato a due cori (che non tengono conto della punteggiatura. Lo riporto:
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

Dove si manifesta la misericordia di Dio? Qual è il frutto pieno dell’alleanza fatta con i padri? Cosa otteniamo una volta che il Signore ci ha liberato dai nemici? Otteniamo di poterlo servire senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
Riprendendo il linguaggio dei Salmi, il cantico di Zaccaria pone in evidenza quale sia la méta dell’alleanza e dell’azione di liberazione del Signore: che noi possiamo servire Dio in santità e giustizia per tutti i nostri giorni; che noi possiamo stare al suo cospetto senza timore. C’è in questo testo tutta la dinamica pasquale vissuta dall’antico Israele quando doveva essere liberato dall’Egitto. Voleva essere libero per rendere culto al Signore nel deserto. Questo rimane l’obiettivo di ogni liberazione che il Signore viene ad operare: che noi possiamo vivere senza timore, ciò per cui siamo creati: servire Dio da figli per tutti i nostri giorni.

Una buona notizia: le promessa fatte da Dio a Davide e a tutti i profeti cominciano a compiersi ed in Gesù si realizzeranno pienamente.

Per pregare: dal salmo 88
Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

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