Vegliate responsabilmente

Dal libro del profeta Isaìa 63 e 64 passim
Tu, Signore, sei nostro padre,
da sempre ti chiami nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie
e lasci indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema?
Ritorna per amore dei tuoi servi,
per amore delle tribù, tua eredità.
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.
Quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti.
Mai si udì parlare da tempi lontani,
orecchio non ha sentito,
occhio non ha visto
che un Dio, fuori di te,
abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia
e si ricordano delle tue vie.
Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato
contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie,
le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome,
nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,
ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre;
noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
tutti noi siamo opera delle tue mani.

Dal Vangelo secondo Marco 13,33-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Ci sono diversi modi per vivere la veglia.
Ci può essere la veglia gioiosa di chi attende una persona che desidera rivedere dopo molto tempo.
Ci può essere la veglia preoccupata di chi attende di conoscere l’esito di un esame o di una domanda di lavoro.
Ci può essere la veglia angosciata di chi deve sopportare un senso di colpa dilaniante o con il dolore di un lutto.

Il vangelo di questa domenica ci invita ad una veglia responsabile, perché il Signore è come il padrone di casa della parabola che, partendo, ci affida la sua casa e chiede al portiere di vegliare. La veglia a cui siamo invitati in questo inizio di Avvento è nel nome di una responsabilità.

Ci sono responsabilità diverse che ognuno di noi si trova a vivere: c’è quella dei genitori, quella degli insegnanti, quella degli imprenditori, quella degli amministratori della cosa pubblica, quella dei medici … quasi tutte le responsabilità che ci vengono in mente sono su delle persone che ci sono state affidate. Vegliare significa sentirsi responsabili dei fratelli che ci sono stati posti accanto. Se ci pensiamo, il nuovo tempo dell’Avvento, inizia in modo contrario a come è iniziato il primo tempo della creazione nella quale Caino, dopo aver commesso omicidio, si è dichiarato difronte a Dio non responsabile del fratello.

C’è anche la responsabilità che tutti viviamo di saper riconoscere negli altri un fratello che ci è affidato e un segno dell’amore di Dio per noi, e noi il segno della cura che noi siamo chiamati ad essere per gli altri.

Una buona notizia: il Signore ci chiede di vegliare affidandoci quanto ha di più caro.

Per pregare: dal Salmo 79
Tu, pastore d’Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

Video commento al Vangelo della prima domenica di Avvento

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