Beati gli invitati

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo dai capp. 18 e 19
Io, Giovanni, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere, e la terra fu illuminata dal suo splendore.
Gridò a gran voce:
«È caduta, è caduta Babilonia la grande,
ed è diventata covo di demòni,
rifugio di ogni spirito impuro,
rifugio di ogni uccello impuro
e rifugio di ogni bestia impura e orrenda».
Un angelo possente prese allora una pietra, grande come una màcina, e la gettò nel mare esclamando:
«Con questa violenza sarà distrutta
Babilonia, la grande città,
e nessuno più la troverà.
Il suono dei musicisti,
dei suonatori di cetra, di flauto e di tromba,
non si udrà più in te;
ogni artigiano di qualsiasi mestiere
non si troverà più in te;
il rumore della macina
non si udrà più in te;
la luce della lampada
non brillerà più in te;
la voce dello sposo e della sposa
non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra
e tutte le nazioni dalle tue droghe furono sedotte».
Dopo questo, udii come una voce potente di folla immensa nel cielo che diceva:
«Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio,
perché veri e giusti sono i suoi giudizi.
Egli ha condannato la grande prostituta
che corrompeva la terra con la sua prostituzione,
vendicando su di lei il sangue dei suoi servi!».
E per la seconda volta dissero:
«Alleluia! Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!».
Allora l’angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!».

Dal Vangelo secondo Luca 21,20-28
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Due città vengono distrutte: una, Babilonia, è il simbolo del peccato e di ogni depravazione; l’altra è Gerusalemme, la città santa, sede della dimora di Dio in mezzo agli uomini. La distruzione di Babilonia segna la vittoria definitiva di Dio contro tutti coloro che si opponevano al suo regno di giustizia e di pace. La distruzione di Gerusalemme sarà il segno del passaggio alle cose eterne di Dio, quando Dio, compiendo il suo regno, sarà tutto in tutti e non avrà più bisogno di segni particolari o di mediazioni per rendersi presente in mezzo ai suoi.

Il messaggio che oggi ci viene rivolto è che in ogni caso Dio sarà il vincitore e il bene che Dio è trionferà su ogni male, anche quando il male sembra voler distruggere i segni del bene nel mondo.
E saremo invitati a godere delle nozze dell’Agnello perché ciò che rimarrà alla fine, come abbiamo ascoltato nel cap. 25 di Matteo, proclamato nelle ultime domeniche, sarà solo l’amore.

Una buona notizia: Il regno di Dio avrà l’ultima parola nella storia del mondo. L’ultima parola sarà pronunciata da Dio l’amore. E come in principio Dio disse: Sia la luce! e la luce fu; quando Dio dirà, sia solo amore, solo amore sarà per sempre.

Per pregare: Salmo 99
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

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