Non c’è altro vangelo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 1,6-12
Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.
Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!
Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!
Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

Dal Vangelo secondo Luca 10,25-37
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Di fronte ai Galati che sono sedotti dalla prospettiva rassicurante della Legge di Mosè e da tutto quanto è legato all’antica tradizione giudaica, Paolo afferma chiaramente che il Vangelo di Gesù rompe gli schemi umani e deve essere accolto così come ci è stato rivelato dal Signore stesso.

Il Vangelo è uno e non ce n’è un altro!
Questa tentazione di addomesticare il Vangelo alle nostre ideologie è sempre attuale. Vorremmo essere noi a dire cosa sia conveniente e cosa invece non lo sia, ma a partire da noi.
Il sacerdote e il levita della parabola avevano le loro priorità e sono passati oltre, sentendosi irresponsabili della sofferenza di quell’uomo.
Il samaritano, invece, riconosce la priorità della cura del prossimo, del farsi carico e si china per accudire.
Quante volte anche per noi il Vangelo è scomodo!
Quante volte anche noi vorremmo essere lasciati in pace nelle nostre priorità!
Ma il Signore sempre e di nuovo ci chiama a venire fuori e a scendere dalle elucubrazioni sulle priorità teoriche per mettere in pratica con semplicità quella parola che conosciamo e che va vissuta “senza se e senza ma”.

Una buona notizia: è possibile per noi vivere il Vangelo; esso non è troppo lontano da noi. Occorre riconoscere le occasioni nella quali il Signore ci chiede di accogliere le priorità che lui ci pone innanzi.

Per pregare: dal Salmo 110
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano.

Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre,
da eseguire con verità e rettitudine.

Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile è il suo nome.
La lode del Signore rimane per sempre.

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