Beati gli occhi che vedono

Dal libro di Giobbe 42,1-3.5-6.12-13
Giobbe prese a dire al Signore:
«Comprendo che tu puoi tutto
e che nessun progetto per te è impossibile.
Chi è colui che, da ignorante,
può oscurare il tuo piano?
Davvero ho esposto cose che non capisco,
cose troppo meravigliose per me, che non comprendo.
Io ti conoscevo solo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti hanno veduto.
Perciò mi ricredo e mi pento
sopra polvere e cenere».
Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato. Così possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. Alla prima mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Argentea. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.
Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti per quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.

Dal Vangelo secondo Luca 10,17-24
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Nella tradizione biblica il vedere è sempre stato considerato pericoloso. La fede nasce dall’ascolto della Parola che Dio annuncia e rivela.
Eppure molti testi biblici, soprattutto i Salmi, cantano le meraviglie di Dio che si possono udire dai racconti, ma che si possono contemplare con gli occhi.
In questi due testi troviamo un’esaltazione della vista come “mezzo” per recepire quanto Dio compie.
Molto forte l’affermazione di Giobbe, che nel suo cammino segnato dal dolore, deve convertire la sua fede in Dio e, pur rimanendo giusto e non peccando, si accorge che la sua fede chiedeva un passo in avanti.
“Io ti conoscevo solo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti hanno veduto.
Perciò mi ricredo e mi pento …”
Viene in mente il testo evangelico di san Tommaso che, di fronte all’annuncio della risurrezione portatogli dagli apostoli, manifesta l’esigenza di vedere e toccare la verità di quell’annuncio.

Anche nel Vangelo Gesù, a fronte dei racconti dell’esperienza missionaria compiuta dai discepoli, testimonia quanto lui ha veduto e dichiara beati coloro che possono vedere quanto i discepoli hanno potuto vedere.
Cosa hanno visto? L’effetto dell’annuncio del Vangelo che risana e guarisce, che riconcilia e rappacifica le persone.
L’esperienza della vita comunitaria dovrebbe garantire proprio questa esperienza. Nella comunità dei credenti noi dovremmo essere testimoni delle meraviglie che Dio opera nella vita delle persone che giungono alla fede. Allora potremmo davvero essere beati.

Una buona notizia: il Signore ci consente di contemplare i prodigi della sua misericordia, per farci sperimentare la beatitudine promessa da Gesù.

Per pregare: dal Salmo 118
Insegnami il gusto del bene e la conoscenza,
perché ho fiducia nei tuoi comandi.
Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari i tuoi decreti.

Signore, io so che i tuoi giudizi sono giusti
e con ragione mi hai umiliato.
Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino ad oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.

Io sono tuo servo: fammi comprendere
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.

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