Un tempo per…

Dal libro del Qoèlet 3,1-11
Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine
.

Dal Vangelo secondo Luca 9,18-22
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno»
.

E’ bello pensare al nostro tempo come ad un tempo da dedicare a qualcosa di particolare. In effetti è solo questo che da senso al tempo che altrimenti rischia di essere “vuoto e perso”.
Noi spesso viviamo affannati e sembra che le cose da fare prendano il sopravvento su di noi. Pensare di dedicare quel tempo, invece che vederselo sottratto, potrebbe essere un modo per vivere la nostra giornata, settimana, mese, anno … con maggiore protagonismo e meno alienazione.

Anche il famoso tempo libero è un tempo qualitativamente significativo solo se dedicato, speso per … altrimenti diventa tempo perso: lo sentiamo così.

Qoélet, nella sua sapienza, ci insegna a riconoscere che il tempo ha anche delle sue regole che non dipendono totalmente da noi, ma che noi possiamo serenamente riconoscere; la nostra vita, infatti, come tutta la realtà creata, rispetta alcune regole che chiedono di essere accolte; è principio di sapienza, per esempio, saper riconoscere che in un certo tempo della mia vita devo dedicarmi ad alcune cose piuttosto che ad altre che, magari, mi hanno impegnato nel tempo della giovinezza.
Il rischio è quello di vivere scentrati e non sincronizzati con il tempo che sono chiamato a vivere.
Chi per esempio non accetta di essere adulto o anziano, rischia di farsi travolgere dalla frustrazione perché non può più fare le cose che faceva da giovane. Ma c’è un tempo per ogni cosa. Occorre trovare ciò che caratterizza questa stagione della vita che sto vivendo.

Per i credenti questo principio di sapienza potrebbe coincidere con la ricerca della volontà di Dio in questo tempo della mia vita. Lui mi chiama a seguirlo e in questo tempo particolare mi chiede di donarmi in un modo diverso rispetto a quello di un tempo passato.

Mi viene in mente quella frase che Gesù dice a Simone (Pietro) in quel bellissimo dialogo finale: In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi”. Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: “Seguimi”. (Gv 21,18-19)

L’invito alla sequela rimane il medesimo anche se cambiano le circostanze. L’obiettivo è sempre quello di glorificare Dio in noi stessi, facendo la sua volontà per portare a compimento l’opera che lui ha iniziato in noi.

Una buona notizia: il tempo che ci viene dato lo possiamo dedicare. Per i credenti questo modo di vivere il tempo coincide con il riconoscere ed accogliere la volontà di Dio sulla nostra vita.

Per pregare: dal Salmo 143
Benedetto il Signore, mia roccia,
mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido.

Signore, che cos’è l’uomo perché tu l’abbia a cuore?
Il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero?
L’uomo è come un soffio,
i suoi giorni come ombra che passa.

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