Dio è custode

Dal libro dei Proverbi 30,5-9
Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.
Non aggiungere nulla alle sue parole,
perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo.
Io ti domando due cose,
non negarmele prima che io muoia:
tieni lontano da me falsità e menzogna,
non darmi né povertà né ricchezza,
ma fammi avere il mio pezzo di pane,
perché, una volta sazio, io non ti rinneghi
e dica: «Chi è il Signore?»,
oppure, ridotto all’indigenza, non rubi
e abusi del nome del mio Dio
.

Dal Vangelo secondo Luca 9,1-6
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni
.

Mentre il Signore ci invia senza nulla che ci possa garantire neanche nel necessario, ci garantisce sulla sua fedeltà, che custodirà il nostro cammino e ci consentirà di avere quanto è necessario.
Sperimentando l’accoglienza, perché nella condizione di chi non ha nulla per provvedere a sé stesso, gli apostoli condivideranno con chi li accoglie la loro unica ricchezza: il Vangelo del Regno.
Si attua nella vita dell’apostolo e del missionario quella misteriosa frase che Paolo ci riporta riguardo a Gesù: “Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2Cor 8,9).
Anche l’apostolo è chiamato a farsi povero perché coloro che lo accolgono possano diventare ricchi per mezzo della sua povertà.

Questo passo del Vangelo, in questo tempo in cui come Chiesa sperimentiamo un grande impoverimento di mezzi e di forze, potrebbe essere una provocazione interessante per ripartire dall’essenziale del Vangelo. Potremmo chiederci: se è vero che siamo diventati più poveri a livello di risorse umane ed economiche, siamo ricchi di quanto dovrebbe costituire la nostra vera ricchezza, quella che nessuno ci potrebbe togliere?

Una buona notizia: il Vangelo è accolto da chi si apre all’accoglienza di colui che chiede di essere aiutato. L’accoglienza non è solamente il frutto della fede nel Vangelo, ma ne è anche la premessa.

Per pregare: dal Salmo 118
Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Per sempre, o Signore,
la tua parola è stabile nei cieli.
Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola.

I tuoi precetti mi danno intelligenza,
perciò odio ogni falso sentiero.
Odio la menzogna e la detesto,
amo la tua legge.

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