Rischio confusione

Le mura di Tessalonica (Salonicco)

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési 2,1-3.13-17
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente. Nessuno vi inganni in alcun modo!
Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera. E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

Dal Vangelo secondo Matteo 23,23-26
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

Il rischio di confusione è grave.
Ci si può confondere perché si da credito a persone che ci vogliono imporre le loro idee. Ci si può confondere perché si smarrisce ciò che è essenziale nel cammino della fede e si persegue ciò che è marginale rischiando di deragliare rispetto a quanto il Signore ci domanda.

Per rimanere sulla retta via, senza pericolo di confusione, oggi ci vengono date tre parole che illuminano il nostro cammino.
Giustizia: è una della parole chiave del vangelo di Matteo. La giustizia corrisponde a vivere secondo la volontà di Dio anche quando questa supera la Legge di Mosè. L’esempio principale dell’uomo giusto è Giuseppe di Nazaret, che di fronte alla gravidanza inattesa e inspiegabile di Maria, comprende che deve fare non quanto è previsto dalla Legge di Mosè, ma quanto gli domanda il Signore.

Misericordia: è il nome di Dio, ma è anche la via su cui il Signore ci chiede di camminare. La misericordia è una capacità di amare l’altro non perché se lo merita, ma perché si comprende che attraverso questo amore misericordioso abbiamo la possibilità di rigenerare l’altro alla vita. La modalità comune della misericordia è il perdono del fratello e della sorella.

Fedeltà: nella Bibbia colui che è fedele è Dio: il suo amore è per sempre! Ma anche noi siamo chiamati a vivere nella fedeltà, non per adesione radicale ad una ideologia, ma perché ci impegniamo con il Signore e facciamo la nostra parte perché questa relazione con lui non sia compromessa dalla nostra incapacità di rimanere fedeli. E’ lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio che ci consente di essere fedeli a Dio nell’amore.

Una buona notizia: Dio ci ha amati e ci ha resi capaci di vivere secondo giustizia, misericordia e fedeltà. Queste sono le caratteristiche dell’amore di Dio. Il dono dello Spirito Santo ci consente di amare come ama Dio.

Per pregare: dal Salmo 95
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene.

Acclamino tutti gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

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