Dio ci libera e ci rimane accanto

Dal libro del profeta Ezechièle 47,1-7
[Quell’uomo] mi condusse verso la porta che guarda a oriente ed ecco che la gloria del Dio d’Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.
La visione che io vidi era simile a quella che avevo visto quando andai per distruggere la città e simile a quella che avevo visto presso il fiume Chebar. Io caddi con la faccia a terra. La gloria del Signore entrò nel tempio per la porta che guarda a oriente.
Lo spirito mi prese e mi condusse nel cortile interno: ecco, la gloria del Signore riempiva il tempio. Mentre quell’uomo stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro il tempio mi parlava e mi diceva: «Figlio dell’uomo, questo è il luogo del mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo ai figli d’Israele, per sempre».

Dal Vangelo secondo Matteo 23,1-12
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Nel capitolo 10 del libro del profeta Ezechiele, il profeta vede che la gloria del Signore abbandona il tempio perché il popolo è esiliato. Dio sta accanto al suo popolo; non abita il tempio di un luogo deserto, ma la sua gloria si pone accanto al suo popolo in esilio.
Ora il profeta, quasi alla fine del suo libro, in visione vede che la gloria di Dio rientra nel tempo, profezia e annuncio del ritorno del popolo alla sua terra. Se Dio ritorna “nella casa che si è scelto per abitare in mezzo al suo popolo”, significa che anche il popolo – o almeno parte di esso – sta per ritornare dall’esilio.

Nel corso della sua storia Israele ha fatto più volte l’esperienza della schiavitù e della privazione della libertà. Ma c’è un modo di vivere la relazione con Dio, quello che è imposto dagli scribi e dai farisei, che rende ugualmente schiavi perché non consente di vivere la relazione con Dio nel segno della liberazione.
C’è un modo di servire il popolo che gratifica solamente chi esercita l’autorità: invece chi è posto a capo deve servire, anche umiliandosi, ad imitazione dell’unico che, pur avendo “i titoli” per essere chiamato e riconosciuto come maestro e Signore, si è chinato per lavare i piedi ai sui discepoli. Se lo ha fatto lui possiamo/dobbiamo farlo anche noi.

Una buona notizia: il tempo della schiavitù e dell’esilio sta per terminare; Dio anticipa il suo popolo come per essere pronto ad accoglierlo nel suo rientro a casa. La libertà che Dio ci ha concesso deve essere custodita seguendo Gesù, l’unico che ci rende veramente liberi.

Per pregare: dal Salmo 84
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

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