Per chi ha fame

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Dal libro del profeta Isaìa 55,1-3
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».

Dal Vangelo secondo Matteo 14,13-21
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Il testo del Vangelo, che noi potremmo chiamare della moltiplicazione dei pani e dei pesci, presenta almeno quattro scene distinte: Gesù si ritira in un luogo deserto, dopo aver sentito della morte di Giovanni; la folla lo cerca e lo trova; Gesù guarda la folla con compassione e si mette a guarire i loro ammalati; Gesù interpella i discepoli sulla fame della folla; Gesù moltiplica o pani e i pesci per la folla. Quello della moltiplicazione è solo l’ultimo gesto che Gesù compie, come frutto della sua compassione per quella folla.
Se Gesù si ritira in un luogo deserto, non è per difendersi o evitare la gente; il suo cuore è pieno di compassione per loro: sente il loro bisogno, il loro desiderio di bene; sente la loro fame e la loro sete, e a loro non si sottrae.

E’ quella fame che porta la gente da Gesù; una fame materiale, ma una fame di bene per la propria vita. Essi hanno individuato in Gesù una sorgente e lo cercano affannosamente. “Coma la cerva anela ai corsi d’acqua così l’anima mia anela a te o Dio. L’anima mia ha sete di Dio…” (Cfr Sal 42).

Il gesto di Gesù, che moltiplica i pani e i pesci, non è un’esibizione di potere, ma la corrispondenza compassionevole alla fame della folla.
Anche Isaia, portando l’invito di Dio, accoglie coloro che sono affamati e assetati e dona loro gratuitamente vino e latte (addirittura qualcosa di non essenziale).

Mi colpisce l’esigenza di questa fame e il richiamo di Isaia a non spegnere in modo improprio la fame che ci porterebbe da Dio.
Questo è il grande problema di ogni tempo e del nostro tempo. Invece di stare a sentire quella fame, che, come accade per la folla, ci porterebbe a Dio e ci farebbe sperimentare la gioia di venire nutriti gratuitamente da Lui, noi spendiamo denaro per ciò che non ci sazia, ma spegne la nostra fame in modo falso e inefficace e, come dicono le mamme ai bambini che si lasciano attirare dalle “schifezze”, ci rovina l’appetito.
Tante cose che riempiono la nostra attenzione, che consumano le nostre energie vanno a distrarre il nostro vero bisogno (e il nostro desiderio) e ci illudono di poter trovare una risposta con le nostre forze, con le nostre ricchezze, privandoci della gioia di essere nutriti gratuitamente dal Signore di quel cibo che sazia veramente (Cfr. Gv 6).

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,6)

Una buona notizia: Gesù ha compassione di noi; sente la nostra fame e la nostra sete e vi risponde in tutti i modi utili per noi. Accogliamo questa fame e questa sete come una via per poter fare esperienza gratuitamente della bontà di Dio.

Per pregare: dal Salmo 144
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

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