Quello che chiede il Signore

Piero_della_Francesca_-_2b

Dal libro del profeta Michèa 6,1-4.6-8
Ascoltate dunque ciò che dice il Signore:
«Su, illustra la tua causa ai monti
e i colli ascoltino la tua voce!».
Ascoltate, o monti, il processo del Signore,
o perenni fondamenta della terra,
perché il Signore è in causa con il suo popolo,
accusa Israele.
«Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto,
ti ho riscattato dalla condizione servile
e ho mandato davanti a te
Mosè, Aronne e Maria?».
«Con che cosa mi presenterò al Signore,
mi prostrerò al Dio altissimo?
Mi presenterò a lui con olocausti,
con vitelli di un anno?
Gradirà il Signore
migliaia di montoni
e torrenti di olio a miriadi?
Gli offrirò forse il mio primogenito
per la mia colpa,
il frutto delle mie viscere
per il mio peccato?».
Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente con il tuo Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo 12,38-42
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Nelle letture di oggi c’è un evidente contrasto tra ciò che chiede il Signore e ciò che richiede l’uomo. E’ una questione di massima importanza: infatti Gesù risponde con durezza alla provocazione degli scribi e dei farisei che si presentano con una pretesa.
La questione potrebbe essere posta così: chi è che pone le priorità? E’ l’uomo che si pone in ascolto di ciò che Dio domanda oppure è Dio che deve corrispondere alle attese (pretese) dell’uomo?

Alla domanda dei farisei, che pretendono un  segno che manifesti e accediti Gesù come Messia, Gesù risponde mettendo in evidenza ciò che Dio domanda: la conversione, un cambiamento di mentalità. E’ la stessa cosa che il profeta Michea mette in evidenza: Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio. Questo è ciò che ti domanda il Signore: lo stai facendo? Prima di avanzare pretese verso Dio, ti sei messo in ascolto attento di ciò che Dio ti domanda? Forse tu stesso e la tua vita diverrebbe quel segno che ricerchi da Dio, perché faresti l’esperienza di come Dio può trasformare cuori di pietra in cuori di carne.

Una buona notizia: sappiamo ciò che Dio ci domanda e riconosciamo nella vita di coloro che ci hanno preceduto i segni dell’azione di Dio nella loro vita. Non ci rimane che seguirne le orme, mettendoci in ascolto di quanto Dio ci propone per sperimentare anche noi la medesima forza di grazia. 

Per pregare: dal Salmo 49
«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio».
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica.

«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili».

«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora».

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