Occhi ciechi, orecchie chiuse

Close-up of a blue eye with no makeup

Dal secondo libro dei Re cap. 17
In quei giorni, Salmanàssar, re d’Assiria, invase tutta la terra, salì a Samarìa e l’assediò per tre anni. Nell’anno nono di Osèa il re d’Assiria occupò Samarìa, deportò gli Israeliti in Assiria, e li stabilì a Calach e presso il Cabor, fiume di Gozan, e nelle città della Media.
Ciò avvenne perché gli Israeliti avevano peccato contro il Signore, loro Dio, che li aveva fatti uscire dalla terra d’Egitto, dalle mani del faraone, re d’Egitto. Essi venerarono altri dèi, seguirono le leggi delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti, e quelle introdotte dai re d’Israele.
Eppure il Signore, per mezzo di tutti i suoi profeti e dei veggenti, aveva ordinato a Israele e a Giuda: «Convertitevi dalle vostre vie malvagie e osservate i miei comandi e i miei decreti secondo tutta la legge che io ho prescritto ai vostri padri e che ho trasmesso a voi per mezzo dei miei servi, i profeti».
Ma essi non ascoltarono, anzi resero dura la loro cervìce, come quella dei loro padri, i quali non avevano creduto al Signore, loro Dio. Rigettarono le sue leggi e la sua alleanza, che aveva concluso con i loro padri, e le istruzioni che aveva dato loro.
Il Signore si adirò molto contro Israele e lo allontanò dal suo volto e non rimase che la sola tribù di Giuda.

Dal Vangelo secondo Matteo 7,1-5
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Le letture di oggi ci parlano di occhi chiusi perché ostruiti e orecchie incapaci di ascoltare gli inviti alla conversione.
La situazione sembra tragica, tanto da costringere Dio ad adottare provvedimenti correttivi molto forti: la deportazione del regno del Nord (Israele) in Assiria.
Eppure, come afferma il testo del secondo libro dei Re, Dio era intervenuto molte volte per richiamare alla conversione, inviando i suoi profeti, ma le orecchie del popolo rimasero chiuse e la loro cervice indurita.
A mali estremi, estremi rimedi: Dio allontana il suo volto e l’Assiria invade Israele procedendo al saccheggio e alla deportazione. Israele deve fare l’esperienza della sua fragilità, deve abbandonare la sua presunzione, deve riconoscere che, lontano da Dio e dall’osservanza dell’Alleanza la realtà che vive è piccola ed in balia di chiunque.
Attraverso l’esperienza purificatrice dell’esilio (per 70 anni), Israele, aiutato da nuovi profeti, ritornerà ad invocare il Signore e a chiedere che lui operi la salvezza.

Lo stesso accade nella dinamica interpersonale: è bello che ci prendiamo carico del fratello e della sua correzione, ma nel medesimo processo dovremmo interrogarci su come la stessa parola del Signore che consegniamo al fratello perché veda meglio nella sua vita e sia liberato da ciò che gli occlude la vista, sia indirizzata anche a noi e alla nostra correzione. La correzione fraterna è un cammino che si affronta insieme, non è un insegnamento (o un giudizio) che si consegna all’altro.

Una buona notizia: nonostante la durezza del nostro cuore, nonostante la nostra sordità e cecità, il Signore non ci abbandona, ma, pur utilizzando strumenti forti, ci riconduce a sé perché nella conversione sta la nostra salvezza.

Per la preghiera
Oltre la meditazione del testo, possiamo farci aiutare da un salmo per trasformare in preghiera la nostra riflessione. Su richiesta di alcune amiche, ritorno a proporre un salmo ogni giorno che ci aiuti a fare questo necessario passaggio che della meditazione ci porta alla preghiera. A volte sarà il salmo responsoriale della liturgia, altre volte un salmo che a me sembra più adatto.

Salmo 36
Oracolo del peccato nel cuore del malvagio:
non c’è paura di Dio davanti ai suoi occhi;
perché egli s’illude con se stesso, davanti ai suoi occhi,
nel non trovare la sua colpa e odiarla.

Le sue parole sono cattiveria e inganno,
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Trama cattiveria nel suo letto,
si ostina su vie non buone,
non respinge il male.

Signore, il tuo amore è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l’abisso profondo:
uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa:
tu li disseti al torrente delle tue delizie.

È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa il tuo amore su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore.

Non mi raggiunga il piede dei superbi
e non mi scacci la mano dei malvagi.
Ecco, sono caduti i malfattori:
abbattuti, non possono rialzarsi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.