Non abbiate paura!

Gesù-Io-sono-il-pane-vivo

Dal libro del profeta Geremìa 20,10-13
Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

Dal Vangelo secondo Matteo 10,26-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Ci troviamo all’interno del discorso che Gesù rivolge ai discepoli prima di inviarli in missione. Gesù ha detto loro di andare senza portare nulla, di non confidare nelle loro forze. Ora, di fronte ai possibili pericoli di un rifiuto anche violento dell’annuncio del Vangelo, Gesù non dice ai discepoli: “io vi renderò invincibili e sgominerete ogni avversario”, ma semplicemente: “non abbiate paura perché Dio ha cura di voi!“.

Oggi il Signore misura la nostra fede che, di fronte alle difficoltà tende a traballare perché siamo portati a pensare che, essendo fedeli a Dio, lui ci dovrebbe evitare i problemi: sofferenze, povertà, malattie, opposizioni, … Questa “fede” si fonda sul pensiero che Dio sia come una garanzia assicurativa: ma Dio non è così!

Egli ci chiama e ci manda, ma non ci promette che non avremo problemi. Questo vale per tutti coloro che rispondono ad una vocazione evangelica: preti, religiose, sposi, professionisti … Ci promette invece che avrà cura di noi, che la nostra vita per lui è preziosa e persino l’eventuale sacrificio della nostra vita non sarà considerato un danno collaterale, un effetto residuale. Lui conta persino i capelli del nostro capo e ha cura della nostra vita anche oltre la morte.

Su questa affermazione il Signore ci chiede di non avere paura, di fidarci di lui.
Che cosa potrebbe farci davvero paura? Certo le sofferenze, i contrasti, le difficoltà, la mancanza di mezzi, ma soprattutto il pensiero che tutto ciò che noi facciamo e per cui ci impegniamo non conti nulla per nessuno, che sia come pula nel vento. La paura più grande che ci attanaglia è quella della dissoluzione della nostra vita, della irrilevanza della nostra esistenza e del nostro impegno. La paura più grande che viviamo è di essere dimenticati,  è che la nostra vita non conti nulla per nessuno.

Il 27 marzo, nella piazza san Pietro deserta, il Papa ha commentato il testo del vangelo di Marco che racconta dei discepoli nella tempesta. Di fronte al pericolo e a Gesù che dorme, l’affermazione dei discepoli rivela la loro vera paura: Signore non ti importa che siamo perduti? (Mc 4,38), e dopo aver calmato la tempesta, Gesù domanda a sua volta ai discepoli: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?” (Mc 4,40).
A questa paura Gesù risponde dicendoci che gli importa molto, anzi moltissimo di noi e della nostra vita: è per questo che possiamo vincere la paura e avere fede in lui.

San Paolo, grande missionario, al termine della sua vita, ci dà la sua testimonianza di fede e di vittoria sulla paura:
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto:

Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno,
siamo considerati come pecore da macello.


Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze,
né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Rom 8,28-39)

Una buona notizia: Se Dio ci ama così, davvero possiamo essere liberi da ogni paura.

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