Il volto di Dio

Natal’ja-Gončarova-Trinità.-Composizione-religiosa-1910.-Mosca-The-State-Tretyakov-Gallery

Dal libro dell’Èsodo 34,4-6.8-9
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,16-18
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Nella tradizione ebraica il nome di Dio è impronunciabile, per il grande rispetto che gli è dato. Nella nostra tradizione ci è stato dato di dare a Dio il nome di Padre e di Amore, ma abbiamo rinunciato a parlare di Dio. Non abbiamo parole, non sappiamo cosa dire.
La teologia antica, e il catechismo imparato dai nostri nonni, ci ha presentato Dio in modo teoricamente impeccabile, ma esistenzialmente astratto, quasi fosse un teorema trigonometrico: non ci dice nulla, non ci scalda il cuore. Così abbiamo rinunciato a parlare di Dio, non diciamo nulla, chiudiamo la bocca non per rispetto, ma per ignoranza.

Eppure di Dio dovremo parlare sempre, come parliamo di ciò che amiamo, di ciò che ci riempie il cuore. Se osservando il più grande dei comandamenti, amiamo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze, … come non possiamo parlare di lui?

Ascoltando la Scrittura, più che la teologia, possiamo imparare a parlare di Dio, a raccontare di Lui. In questi due testi ci vengono dette alcune cose importanti che ci aiutano a conoscere Dio. La proclamazione solenne del libro dell’Esodo Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà  ci ricorda che Dio è misericordia e pietà, amore e fedeltà, quattro caratteri di Dio che gli appartengono in modo assoluto e che ci scaldano il cuore.

Gesù, il Verbo fatto carne, che ha visto Dio perché era presso Dio, coi dice di Dio che Egli è amore che ama il mondo, pur nella sua fragilità e incapacità di vivere la fedeltà alla Legge; e lo ama a tal punto da mandare il suo Figlio per salvare il mondo e renderlo capace di vivere secondo le sue potenzialità.

Una volta conosciuto Dio possiamo credere in Lui e, credendo in Lui, possiamo conoscerlo ancora di più, perché l’amore è generativo e si alimenta vivendolo.

Una buona notizia: Possiamo parlare di Dio. Egli è amore, fedeltà e misericordia; e lo è per noi!

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