Oltre il confine

Sogno-di-San-Paolo

Dagli Atti degli Apostoli 16,1-6
In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.
Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,18-21
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Come Pietro è guidato da una visione all’incontro con Cornelio, così Paolo è guidato da un sogno alla nuova missione.
Questo testo degli Atti colpisce per due motivi. Dopo che a Gerusalemme, nel contesto del Concilio, Paolo e Barnaba si sono opposti duramente alla necessità della circoncisione, a Listra Paolo fa circoncidere Timoteo che coinvolge nella missione. Sembra un’incoerenza. Ma per Paolo il missionario deve essere pronto a tutto pur di annunciare il Vangelo, solo l’annuncio è la legge suprema.
Paolo aveva un programma di viaggio, ma questo programma deve cambiare. Attraverso il sogno, Paolo comprende che la sua missione deve passare in Grecia perché è là che il Signore ha preparato il terreno per la semina.
E’ bello anche comprendere la missione come la risposta ad una invocazione di aiuto che chiede di essere ascoltata. Siamo capaci di ascoltare le invocazioni di aiuto che oggi salgono dal mondo?

Con grande chiarezza Gesù presenta le opposizioni all’evangelizzazione, quelle motivate dall’odio. I discepoli sono inviati nel mondo, ma non sono del mondo. Essi appartengono a Cristo il cui regno non è di questo mondo.

Una buona notizia: Il Signore apre sempre nuove vie per la missione, che non sarà facile, che dovrà sopportare le persecuzioni, ma che diventerà segno di un amore che si diffonde come risposta alla domanda di salvezza.

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