Inviati dallo Spirito

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Dagli Atti degli Apostoli 12,24-13,25
In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Bàrnaba e Sàulo poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono prendendo con sé Giovanni, detto Marco.
C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.
Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei.

Dal Vangelo secondo Giovanni 12,44-50
In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Una comunità in cui si vive secondo il comandamento e lo Spirito di Dio non rimane chiusa in sé stessa, ma è attenta agli impulsi dello Spirito e pronta ad inviare missionari per diffondere la luce che il Signore è venuto a portare nel mondo.
La vocazione missionaria possiede una intrinseca natura ecclesiale. I missionari non sono dei free lance, delle persone che individualmente si dedicano alla missione, ma sono uomini e donne inviati dalla Chiesa per annunciare la parola della vita. E’ la comunità che li sceglie e li invia, riconoscendo l’appello dello Spirito.

Anche Gesù vive la sua presenza nel mondo come inviato dal Padre per essere luce. Non deve convincere nessuno, ma solo condividere ciò che ha udito dal Padre, che si riassume in un’unica parola: Figlio. Gesù, il Figlio di Dio fatto carne, è venuto nel mondo per dirci che Dio ci ama da figli, che non vuole che noi siamo suoi schiavi. Questa parola può essere accolta e conduce alla luce; chi non la accoglie continua a vivere come uno schiavo, anche se sarebbe chiamato a vivere da figlio.

Una buona notizia: siamo figli di Dio amati. Questa è la luce che illumina la nostra vita e che noi siamo chiamati a condividere con il mondo intero.

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