Solo luce

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Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 1,5-2,2
Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Oggi si celebra la festa di santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, giovane donna vissuta nella seconda metà del 1300 e morta ad appena trentatré anni, dopo una vita intensissima e pienamente inserita nel contesto storico del suo tempo.
La vita di Caterina è stata davvero un’immersione totale nella luce di Cristo con il quale, fin da giovanissima, ha vissuto un rapporto nuziale molto intenso (così lo chiama lei).
Per essendo analfabeta, come quasi tutte le donne del suo tempo, è stata nominata dottore della Chiesa, perché ha saputo penetrare e descrivere i misteri della fede con una profondità propria solo ad alcuni grandi teologi. Davvero in lei si è compiuto questo testo del Vangelo che la pone tra i piccoli a cui Dio rivela i misteri del Regno.

La ricerca delle verità e della giustizia ha portato Caterina, che pure desiderava vivere una vita ritirata, ad occuparsi delle vicende dolorose della sua città e della Chiesa del suo tempo, facendosi intermediaria per difendere la verità e la giustizia e patendo molto le implicazioni che per questo motivo subiva.

Caterina è l’esempio altissimo di una vita trasformata in una pagina del Vangelo. Attraverso la sua vita il Vangelo prende vita e si fa storia di una donna, di una città e della Chiesa di un certo periodo.

Una buona notizia: Caterina ci indica il Vangelo come una parola da vivere, non da conoscere.

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