Siate santi: amate i vostri nemici!

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Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Di fronte a questo brano del Vangelo, in cui Gesù ci invita ad amare i nostri nemici, ci verrebbe da dire: “Ma non sono mica un santo!”. E’ allora molto bello leggere questi due testi insieme perché nella prima lettura, in modo ancora più esplicito rispetto al Vangelo, siamo invitati ad essere santi perché il Signore è santo.

E’ molto forte questa motivazione che la Scrittura ci mette davanti. Non dobbiamo amare i nemici per essere uomini e donne migliori (assecondando una visione narcisistica), ma perché, essendo figli del Padre, siamo chiamati ad accogliere e riflettere nella nostra vita il suo desiderio: che noi viviamo da fratelli. Non ci sono altre motivazioni.
Chi accoglie l’invito alla sequela di Gesù e si dispone a vivere la “giustizia superiore a quella vissuta da scribi e farisei“, non può comportarsi secondo la mentalità comune, ma è chiamato a riflettere nel suo modo di valutare e di scegliere, la scelta fondamentale che illumina la sua vita e che lo porta ad essere sale della terra e luce del mondo.

Una buona notizia: siamo chiamati a vivere da santi e possiamo farlo!

Un pensiero su “Siate santi: amate i vostri nemici!

  1. Grazie, ho riletto questo tuo commento dopo aver riflettuto ieri sulla santità: purtroppo nei secoli si è trasformata in un’idea di perfezione individuale o di moralità, ma non è questo, è quell'”Amatevi come io vi ho amato” che dovrebbe guidare ogni nostro comportamento e pensiero…

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