Una religione vera

Vitello d'Oro di Fragonard 579 2 Geroboamo sacrifica al vitello d'oro

Dal primo libro dei Re 12 e 13
In quei giorni, Geroboàmo, [re d’Israele], pensò: «In questa situazione il regno potrà tornare alla casa di Davide. Se questo popolo continuerà a salire a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio del Signore, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso Roboàmo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboàmo, re di Giuda».
Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete già saliti troppe volte a Gerusalemme! Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla terra d’Egitto». Ne collocò uno a Betel e l’altro lo mise a Dan. Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli.
Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo, i quali non erano discendenti di Levi. Geroboàmo istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso salì all’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture.
Geroboàmo non abbandonò la sua via cattiva. Egli continuò a prendere da tutto il popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderava conferiva l’incarico e quegli diveniva sacerdote delle alture. Tale condotta costituì, per la casa di Geroboàmo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla faccia della terra.

Dal Vangelo secondo Marco 8,1-10
In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Come è accaduto molte volte nella storia dell’umanità, anche nelle vicende dei re di Israele la dimensione religiosa è stata strumentalizzata per motivi politici.
Il regno di Israele dopo Salomone si divide in due parti: il regno del Nord e il regno del Sud. Il primo prende il nome di Israele mentre il secondo regno di Giuda con capitale Gerusalemme. Geroboamo, re di Israele, deve compattare il suo popolo e decide di usare la religione per impedire che si vada a Gerusalemme per il culto.
La scelta di Geroboamo e davvero molto ardita e strumentale: crea dal nulla un nuovo ordine sacerdotale e stabilisce due luoghi di culto idolatrici, che fanno riferimento alla tradizione di Israele, ma che sono completamente slegati da tutto.
Il giudizio del libro dei Re è categorico: tale scelta peccaminosa determinò lo sterminio della sua casa.

Nel Vangelo abbiamo il racconto della seconda moltiplicazione dei pani. Anche qui ciò che mette in movimento Gesù è la compassione sulla quale chiama i discepoli a sintonizzarsi con lui, mettendosi in gioco per ciò che possiedono.
E’ dalla difficoltà affrontata secondo il cuore di Gesù che si manifesta la compassione e la potenza di Dio.

Una buona notizia: il Signore che non si lascia strumentalizzare per fini politici, si muove a compassione per coloro che si mettono in ascolto della sua parola.

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