Chiamati

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Dal primo libro di Samuèle 9 passim
C’era un uomo della tribù di Beniamino, chiamato Kis, figlio di Abièl, figlio di Seror, figlio di Becoràt, figlio di Afìach, un Beniaminita, uomo di valore. Costui aveva un figlio chiamato Saul, prestante e bello: non c’era nessuno più bello di lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque altro del popolo.
Ora le asine di Kis, padre di Saul, si smarrirono, e Kis disse al figlio Saul: «Su, prendi con te uno dei domestici e parti subito in cerca delle asine».
Attraversarono le montagne di Èfraim, passarono al territorio di Salisà, ma non le trovarono. Si recarono allora nel territorio di Saalìm, ma non c’erano; poi percorsero il territorio di Beniamino e non le trovarono.
Quando Samuèle vide Saul, il Signore gli confermò: «Ecco l’uomo di cui ti ho parlato: costui reggerà il mio popolo».
Saul si accostò a Samuèle in mezzo alla porta e gli chiese: «Indicami per favore la casa del veggente». Samuèle rispose a Saul: «Sono io il veggente. Precedimi su, all’altura. Oggi voi due mangerete con me. Ti congederò domani mattina e ti darò indicazioni su tutto ciò che hai in mente.
Di buon mattino, al sorgere dell’aurora, Samuèle prese l’ampolla dell’olio e la versò sulla testa di Saul.

Dal Vangelo secondo Marco 2,13-17
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Due uomini, due chiamate.
Saul chiamato a diventare Re di Israele. La scelta del Signore viene confermata a Samuele in modo chiaro. Saul è quasi ignaro di ciò che accade, tutto preoccupato per le sue asine; ma il Signore interviene mentre noi siamo all’opera, mentre siamo in ricerca.

Lo stesso accade per Levi il pubblicano, seduto, come ogni giorno, al banco delle imposte. Ci colpisce sempre questo doppio passaggio: alla chiamata di Gesù corrisponde una risposta immediata; poi Gesù viene condotto in casa di lui. C’è un apparente contraddizione nel testo, che ci svela il modo di agire di Gesù. Il Signore invita Levi a seguirlo, ma poi si ferma in casa dello stesso Levi.
E’ come dire che il Signore ci chiama a seguirlo ma, per prima cosa, desidera entrare nella nostra vita, nella nostra casa, nelle nostre relazioni.
Solo se invitiamo il Signore “tra le nostre cose” possiamo poi lasciare tutto e seguirlo: sarà il Signore che custodirà i nostri beni, ma soprattutto il nostro vero bene.

Una buona notizia: Il Signore ci guarda e ci sceglie; riscatta la nostra vita, ci conduce dentro la nostra casa in sua compagnia, nelle nostre relazioni: la sua amicizia che sa riconoscere in ognuno di noi qualcosa di buono.

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