Ha messo la sua tenda tra noi

Erbil

Dal libro del Siràcide 24,1-4.12-16
La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo  proclama la sua gloria.
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata, nella santa assemblea viene ammirata, nella moltitudine degli eletti trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti” .
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità, nell’assemblea dei santi ho preso dimora».

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1,1-5.9-14
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Il creatore del mondo, la sapienza eterna di Dio, è venuta ad abitare in mezzo a noi, ha preso dimora presso di noi, ha posto la sua tenda in mezzo alle nostre tende… tutte espressioni che dicono prossimità, scelta di condividere.
Il Signore ha preso la residenza in mezzo a noi perché lo ha scelto, perché in mezzo a noi decide di manifestare la sua gloria.

A chi accoglie la sua venuta, a quelli che credono nel suo nome, ha dato il potere di diventare figli di Dio, concittadini dei santi e famigliari di Dio.
Lui pone la sua dimora in mezzo a noi e ci concede di diventare partecipi della sua stessa vita; viene a condividere la nostra condizione umana perché noi diventiamo partecipi della sua condizione divina. E’ quel mistero che i Padri della Chiesa chiamano il meraviglioso scambio che ci ha redenti.

Una buona notizia: In Gesù, Dio viene ad abitare in mezzo a noi. A chi lo accoglie è dato il potere di diventare come lui: figlio di Dio.

presepe vivente

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