Conoscere Dio

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Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli, chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.
E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

La testimonianza che siamo chiamati a dare su noi stessi è strettamente legata alla nostra testimonianza su Gesù. Solo se ci conosciamo “in lui” noi possiamo dire di conoscere lui e, viceversa, solo se conosciamo lui possiamo dire di conoscere bene anche noi stessi.
Giovanni Battista si “definisce” alla luce della sua missione di testimonianza e di annuncio della venuta del Messia; tutta la sua persona è orientata a indicare colui che il popolo di Israele non conosce e che lui è stato inviato ad annunciare.
Lui conosce la parola che è stato chiamato ad incarnare con la sua vita e la sua vocazioe e si presenta – si conosce – alla luce di quella parola che ha ascoltato e che è divenuta carne nella sua vita.

Anche riguardo a Dio, noi non possiamo pensare di prendere di Dio ciò che ci affascina e lasciare ciò che non ci convince, perché Dio non è una idea, ma una comunione di persone e non si può accogliere il Padre senza accogliere il Figlio e viceversa.
Il dono dell’unzione che abbiamo ricevuto, quella nella quale siamo stati fatti figli adottivi, ci aiuta a conoscere la verità. Anche noi siamo chiamati a rimanere nella relazione che ci aiuta a conoscere sempre meglio Dio e noi stessi alla luce di lui.

Una buona notizia: se conosco chi sia Dio, posso conoscere anche chi sono io e scoprire la mia missione, posso diventare quella parola che ho ascoltato e che diventa carne in me.

Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita. Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile, e così la tua preziosa missione non andrà perduta. Il Signore la porterà a compimento anche in mezzo ai tuoi errori e ai tuoi momenti negativi, purché tu non abbandoni la via dell’amore e rimanga sempre aperto alla sua azione soprannaturale che purifica e illumina. (Gaudete et exultate n. 24)

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