A tavola!

pani-e-pesci

Dal libro del profeta Isaìa 26,6-10
In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

Dal Vangelo secondo Matteo 15,29-37
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Il compimento del regno di Dio, nelle visioni del profeta Isaia, avrà l’immagine di un banchetto sontuoso preparato dal Signore per tutti i popoli. Sarà una grande festa!
Ritorna più volte nella Scrittura questa immagine della festa e del banchetto.
Gesù stesso, nelle sue parabole, parla addirittura del banchetto di nozze come immagine del Regno, un banchetto a cui si è invitati e a cui occorre farsi trovare pronti.

Il cibo è il segno della premura di Dio per il sostentamento dell’uomo. E’ la risposta ad un bisogno primario di cui il Signore si fa carico: così era stato nel tempo del deserto, ed è lo stesso anche per Gesù che, di fronte alla folla, condivide con i discepoli l’esigenza di provvedere al bisogno di quella gente. Il segno del regno diventa allora anche la carità di chi è disponibile alla condivisione, segno della capacità di trasformare una situazione di difficoltà in un’esperienza di gioia e di stupore.

Una buona notizia: Il Signore si prende cura di noi, dei nostri bisogni. Prepara per noi il cibo necessario perché non veniamo meno lungo la strada. Ma ci invita anche a partecipare alla festa del Regno, con tutti i popoli della terra: lì sarà festa per davvero.

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