Una tenda – una casa

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Dal libro del Profeta Isaìa
In quel giorno, il germoglio del Signore crescerà in onore e gloria e il frutto della terra sarà a magnificenza e ornamento per i superstiti d’Israele. Chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà chiamato santo: quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme.
Quando il Signore avrà lavato le brutture delle figlie di Sion e avrà pulito Gerusalemme dal sangue che vi è stato versato, con il soffio del giudizio e con il soffio dello sterminio, allora creerà il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutti i luoghi delle sue assemblee una nube di fumo durante il giorno e un bagliore di fuoco fiammeggiante durante la notte, perché la gloria del Signore sarà sopra ogni cosa come protezione, come una tenda sarà ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro la bufera e contro la pioggia.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Il Signore si fa per noi tenda, la sua gloria ci avvolge e ci protegge dal caldo del giorno,  dalla bufera e dalla pioggia. E’ molto bella questa cura che il Signore ha nei nostri confronti. Comprendiamo bene il significato del dialogo in 2Sam 7 quando Davide voleva costruire un tempio al Signore e Dio gli manda il profeta Natan per dirgli: “Il Signore farà una casa te”.
In questa prospettiva possono essere comprese meglio anche le parole del centurione che – modificate – noi ripetiamo ogni volta che ci accostiamo all’altare del Signore. Attraverso la sua professione di fede quel centurione capisce che, se vuole sperimentare la salvezza di Dio, è lui che deve entrare “sotto il tetto” del Signore, è lui che deve abbandonare la sua casa per “abitare con il Signore”. 

Una buona notizia: la parola del Signore è una parola capace di cambiare la realtà e la nostra vita; capace di operare la salvezza. E’ una parola efficace che realizza ciò che dice e si fa casa per noi.

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