Bei piedi!

sant-andrea

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».
Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!».
Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaìa: «Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?». Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo. Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt’altro: «Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino agli estremi confini del mondo le loro parole».

La citazione di questa parola di Isaia che declama la bellezza dei piedi degli annunciatori di pace, mi ha sempre colpito. Noi potremmo pensare che è più bella la parola di pace che porta; che è bello il suono della sua voce; che sono dolci le sue labbra nel pronunciare quei suoi che portano gioia al cuore … invece no! sono i piedi ad essere belli.
La Bibbia, nella sua concretezza, capisce che l’annuncio deve essere portato da una persona che si fa carico del tragitto, che mette un piede davanti all’altro per recare al destinatario l’annuncio della pace e del bene. Dunque oggi stiamo di fronte ai piedi di Andrea che, primo chiamato fra gli apostoli, ha portato la buona notizia della risurrezione.

Mi piace pensare che è anche per questo che Gesù ha voluto lavare i piedi dei suoi apostoli in quell’ultima cena; perché quei piedi, toccati dalla massima testimonianza di amore del Maestro, potessero annunciare l’amore di cui erano stati testimoni e destinatari. Anche per noi accade la stessa cosa: possiamo annunciare tutto il Vangelo, ma testimoniare solo ciò che il Signore ha toccato della nostra vita e della nostra persona.

Sant’Andrea, primo fra i chiamati, prega per noi!

Salmo 18
I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Preghiamo
Dio onnipotente, esaudisci la nostra preghiera
nella festa dell’apostolo sant’Andrea;
egli che fu annunziatore del Vangelo
e pastore della tua Chiesa,
sia sempre nostro intercessore nel cielo.

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