Evangelizzare con rispetto

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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli miei, sono anch’io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo.
Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito.
Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».

Paolo ci appare sempre come un tipo piuttosto impetuoso, uno che non si lascia bloccare dagli ostacoli. Lui stesso ci racconta delle difficoltà che ha dovuto superare per annunciare il Vangelo. Eppure in questo passaggio della lettera ai Romani, Paolo ci dice che si è posto dei limiti che lui riteneva doverosi: non annunciare il Vangelo dove era già stato annunciato e limitarsi a dire ciò di cui era stato testimone nella sua azione missionaria.

Questi sono due aspetti che potrebbe essere utili anche per noi, impegnati in modo diverso nell’annuncio e nella pastorale: rispettare e stimare il lavoro che svolgono altri operatori della pastorale o membri di qualche realtà ecclesiale; saper vedere il bene che sta crescendo anche se non è coincidente con quello che vivo io o che deriva dalla mia esperienza ecclesiale; è molto più di un patto di desistenza per non montarsi sui piedi; è vero rispetto!
In secondo luogo, limitarsi a condividere l’esperienza vissuta e lasciare da parte tante chiacchiere su come le cose dovrebbero andare, confronti per lo più sterili perché poco radicati nella realtà delle cose; confronti che spesso fanno sorgere conflitti ideologici anche all’interno della comunità cristiana.

Salmo 97
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Preghiamo
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa’ che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.

Christus vivit 1

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