Schiavi o servi?

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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, parlo un linguaggio umano a causa della vostra debolezza. Come infatti avete messo le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità, per l’iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia, per la santificazione.
Quando infatti eravate schiavi del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Il loro traguardo infatti è la morte.
Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna. Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

Eravate schiavi del peccato ora siete stati fatti servi. Non sembra un gran vantaggio secondo la nostra mentalità che pensa alla libertà come indipendenza da ogni vincolo.
La mentalità della Bibbia è molto diversa dalla nostra. 
Essa parte dal presupposto che ognuno di noi vive in relazione con altri e queste relazioni possono vederci vittime di schiavitù perché sono oppressive e violente, oppure possono essere rispettose e collaborative, come nel caso del servizio.
Il servo di Dio nella Bibbia (in particolare nel profeta Isaia) è colui che Dio ha scelto ed eletto per una predilezione particolare. Il poter servire Dio è, nella Scrittura, il segno della vera libertà conquistata dall’uomo che, avendo conquistato la sua dignità può liberamente offrire a Dio il suo servizio di lode nel quale riconosce il bene di cui è destinatario.

Il nostro errore deriva dal fatto che siamo capaci di pensare ad un essere umano che vive completamente slegato da Dio, indipendente, padrone assoluto del suo destino, in definitiva libero da ogni legame. Per la Bibbia tale condizione è inconcepibile ed è ciò che considera empietà e massima stoltezza.

Il bene dell’uomo è poter stare vicino a Dio, liberato da tutti i nemici e tutti gli oppressori, servirlo in santità e giustizia per tutti i giorni della sua vita (cfr. Lc 1). 

Salmo 1
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
crea in noi un cuore generoso e fedele,
perché possiamo sempre servirti con lealtà
e purezza di spirito.

10 comandamenti - pannello

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