Padre di molti popoli

Abramo6

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.
Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza».

La questione che Paolo desidera risolvere è questa: eredi della promessa di salvezza che Dio ha rivolto al mondo per mezzo di Gesù, si diventa perché si osserva la Legge di Mosè, e quindi perché si appartiene al popolo ebraico, oppure per grazia divina, indipendentemente da ogni appartenenza?
Per Paolo è evidente che si diventa eredi per la fede, così come è accaduto ad Abramo che, per la sua fede, è diventato padre di tutti coloro che credono, anche se appartengono a molti popoli.

Paolo desidera aprire la possibilità di aderire alla fede a tutti coloro che sono chiamati da Dio, indipendentemente dalla loro origine e non necessariamente facendoli passare per un’adesione all’antica alleanza.

In questo testo c’è una definizione di Dio che a me sembra bellissima e che davvero allarga il cuore alla fede: Dio è colui che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono. Se è nel potere di Dio fare questo – e noi lo crediamo – allora davvero possiamo credere in lui e credere di poter essere eredi di quella promessa che il signore ha fatto al mondo in Cristo.

Dal Salmo 104
Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

Così si è ricordato della sua parola santa,
data ad Abramo suo servo.
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.

Preghiamo
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.

 

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