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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù.
È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.
Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti! Poiché unico è Dio.

Paolo espone il suo pensiero in modo polemico e piuttosto acceso. La sua preoccupazione è quella di dimostra che Dio ha stabilito il Signore Gesù Cristo come strumento di salvezza attraverso il sacrificio della croce. Non ci sono altri motivi di vanto o privilegi. Alla salvezza si giunge solo in virtù di quello che Cristo ha fatto per noi.

Questa manifestazione commovente dell’amore di Dio suscita in noi quella fede che ci giustifica, che ci rende giusti. E’ solamente la fede in Gesù nostro salvatore che ci consente di accedere al bene della salvezza: non ci sono altri meriti personali, ne’ privilegi di appartenenza ad un popolo rispetto ad un altro. Se c’è una realtà che corrisponde all’uomo è il peccato: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio; questo è quello che l’uomo può portare di autentico. Tutto il resto lo ottiene per la fede in Cristo.

Il testo è molto difficile, ma questo tema ha appassionato molti nella storia della Chiesa, perché è molto importante sapere quale sia la sorgente della nostra salvezza. Solitamente le correnti sono schierate in due posizioni, con diverse accentuazioni. Una corrente ha sostenuto che solamente la grazia divina può realizzare la salvezza: è un atto puramente gratuito; l’uomo non può contribuire minimamente se non affidandosi e ponendosi in una posizione recettivo/passiva. L’altra corrente sosteneva, invece, che il concorso dell’uomo è importantissimo per far sì che la grazia divina possa essere efficace e realizzare ciò che promette.

Salmo 129
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.

Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
che nel sacrificio dei martiri
edifichi la tua Chiesa, mistico corpo del Cristo,
fa’ che la gloriosa passione
che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
ci renda sempre forti nella fede.

10 comandamenti - pannello

 

 

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