Crocefissi con Cristo

fra200(4)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio. D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

La lettera ai Galati è caratterizzata da una forte polemica sulla circoncisione, che alcuni cristiani provenienti dall’ebraismo ritenevano necessaria anche per coloro che provenivano dai culti pagani.
Paolo difende con molta forza il valore salvifico della croce come testimonianza suprema dell’amore di Dio per noi e condizione unica per diventare nuove creature.
In questo testo Paolo, seguendo quanto Gesù aveva detto nel Vangelo, invitando i discepoli a prendere la croce (ogni giorno) e a seguirlo, ricorda che, per essere veri discepoli del Cristo, la croce deve essere assunta su di sé e che anche noi siamo chiamati ad essere crocifissi con lui per il mondo.
Quelle parole che Gesù dice nell’ultima cena “fate questo in memoria di me“, richiamano esattamente questa esigenza che Paolo ha vissuto totalmente.

Oggi ricordiamo con gioia la testimonianza evangelica di san Francesco d’Assisi, un uomo plasmato dal Vangelo a tal punto da aver assunto anche sul suo corpo i segni della croce di Gesù, come un marchio e una conferma della sua adesione totale.
Sinceramente mi colpisce molto questa testimonianza che attraversa indenne i secoli.
Ci sono grandi santi la cui memoria è ormai smarrita tra la gente e altri, come Francesco e Chiara d’Assisi, come Antonio di Padova. o Antonio Abate, che rimangono attuali a tutte le generazioni.

Dal Salmo 15
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Preghiamo
O Dio, che in san Francesco d’Assisi, povero e umile,
hai offerto alla tua Chiesa
una viva immagine del Cristo,
concedi anche a noi
di seguire il tuo Figlio nella via del Vangelo
e di unirci a te in carità e letizia.

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