Vivere o sopravvivere?

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Dal libro del profeta Aggèo
L’anno secondo del re Dario, il primo giorno del sesto mese, questa parola del Signore fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, e a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote. «Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: “Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!”».
Allora fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo questa parola del Signore: «Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? Ora, così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l’operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene sul vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria, dice il Signore».

Il testo del profeta Aggeo ci presenta un’altra versione del ritorno nella Terra del padri di coloro che erano stati liberati da Ciro e da Dario.
Il profeta Aggeo richiama con durezza il disinteresse degli israeliti riguardo la costruzione della casa del Signore, ognuno preoccupato per sé stesso.
Per due volte nel testo ritorna il richiamo a riflettere bene sul proprio comportamento e sulle sue conseguenze: tale disinteresse per un bene comune; l’indifferenza rispetto a Dio, porta ognuno a trovarsi in una situazione di sopravvivenza piuttosto che di vita piena. Il ripiegamento su sé stessi, la preoccupazione eccessiva per le proprie esigenze, la mancanza di apertura del cuore, provoca un deperimento dell’esperienza di vita, mette in evidenza dei limiti minimali rispetto alle grandi possibilità che la vita dell’uomo possiede.

Solo ricuperando un atteggiamento di apertura verso Dio e con i fratelli, la vita fiorisce.
Non è diverso da quanto afferma Gesù nel Vangelo: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà». (Mt 16,24-25)

Dal Salmo 149
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli.

Preghiamo
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che osservando i tuoi comandamenti
meritiamo di entrare nella vita eterna.

sorcinelli

messa vescovo

 

Un pensiero su “Vivere o sopravvivere?

  1. Se per “casa di Dio” invece del tempio intendiamo la Terra su cui viviamo, in linea con la Laudato sii di Papa Francesco, l’esortazione del profeta diventa attualissima!!

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