Riconoscenza

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Dal libro di Esdra
Io, Esdra, all’offerta della sera mi alzai dal mio stato di prostrazione e, con il vestito e il mantello laceri, caddi in ginocchio e stesi le mani al Signore, mio Dio, e dissi: «Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, mio Dio, poiché le nostre iniquità si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa; la nostra colpa è grande fino al cielo. Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli, e per le nostre colpe noi, i nostri re, i nostri sacerdoti siamo stati messi in potere di re stranieri, in preda alla spada, alla prigionia, alla rapina, al disonore, come avviene oggi.
Ma ora, per un po’ di tempo, il Signore, nostro Dio, ci ha fatto una grazia: di lasciarci un resto e darci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un po’ di sollievo nella nostra schiavitù. Infatti noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia, per conservarci la vita ed erigere il tempio del nostro Dio e restaurare le sue rovine, e darci un riparo in Giuda e a Gerusalemme».

Saper dire grazie è una cosa importate da imparare.
Dire grazie non è mai un gesto banale, ma è sempre un atto di riconoscenza.
Esdra, il protagonista del libro, innalza un ringraziamento a Dio per ciò che ha compiuto, consentendo ad un resto del popolo d’Israele di tornare nella terra dei padri e poter ricostruire il Tempio.
Esdra, nella sua preghiera, è consapevole delle colpe commesse da Israele e che l’esilio era la conseguenza dei molti peccati del popolo; per questo la sua gratitudine è ancora più grande.

La scorsa settimana abbiamo letto un testo del vangelo di Luca in cui Gesù proponeva una parabola nella quale un uomo condonava due debiti a due debitori: un debito era molto più ingente dell’altro. Gesù si trovava a casa di un fariseo di nome Simone ed ha chiesto al suo ospite chi dei due avrebbe amato di più quell’uomo; il fariseo rispose giustamente che lo avrebbe amato di più chi aveva goduto di un condono più ampio.

Lo stesso atteggiamento vive Esdra: consapevole di non meritare quanto ha ricevuto insieme al popolo, è ancora più riconoscente per quanto Dio ha concesso.

La riconoscenza, inoltre, permette di fissare lo sguardo su ciò che è dato, e non su ciò che manca. Il secondo sguardo di solito fa crescere la tristezza e la rabbia.
Donaci oggi, Signore, uno sguardo riconoscente su questa giornata e su quanto ci concedi.

Dal libro di Tobia (13)
Benedetto Dio che vive in eterno,
benedetto il suo regno;
egli castiga e ha compassione.
Fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra,
e fa risalire dalla grande perdizione:
nessuno sfugge alla sua mano.

Lodatelo, figli d’Israele, davanti alle nazioni,
perché in mezzo ad esse egli vi ha disperso
e qui vi ha fatto vedere la sua grandezza.
Date gloria a lui davanti a ogni vivente,
poiché è lui il nostro Signore, il nostro Dio,
lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli.
Vi castiga per le vostre iniquità,
ma avrà compassione di tutti voi
e vi radunerà da tutte le nazioni,
fra le quali siete stati dispersi.

Preghiamo
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che osservando i tuoi comandamenti
meritiamo di entrare nella vita eterna.

sorcinelli

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