Chiamati

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Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Di san Matteo non sappiamo quasi nulla; l’episodio più importante che lo riguarda è la sua chiamata. Lui, pubblicano, reagisce subito all’invito del Signore lasciando tutto. Sappiamo poi che risponderà ad un’altra chiamata: quella di  diventare membro del gruppo dei dodici. Di Matteo dunque, conosciamo soprattutto la vocazione.

Il testo della lettera agli Efesini che oggi ci viene proposto ci parla di due dimensioni importanti di ogni vocazione. La prima è quella del battesimo che condividiamo tutti; in questa chiamata ci sta tutto della nostra vita cristiana, del nostro rapporto con Dio, della nostra appartenenza alla Chiesa.

C’è poi una vocazione particolare nella quale, come Matteo, siamo chiamati a vivere un servizio nella Chiesa e nel mondo. Questa distinzione si fonda sul battesimo e gli dà una fisionomia particolare. L’obiettivo di questa diversità di servizi è quella di edificare l’unico corpo di Cristo che, come mostrerà san Paolo nella prima lettera ai Corinzi (Cfr cap. 12), pur essendo uno, è composto da membra diverse, ognuna con la sua funzione e la sua utilità per il bene dell’organismo.

Dal Salmo 18
I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Preghiamo
O Dio, che nel disegno della tua misericordia,
hai scelto Matteo il pubblicano
e lo hai costituito apostolo del Vangelo,
concedi anche a noi,
per il suo esempio e la sua intercessione,
di corrispondere alla vocazione cristiana
e di seguirti fedelmente
in tutti i giorni della nostra vita.

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