E i nostri morti?

Risurrezione-dei-morti

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti. 
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore. 
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

La prima generazione di cristiani era convinta che il giorno del Signore sarebbe stato imminente, che il Signore sarebbe ritornato presto per compiere il Regno di Dio e trionfare sul male.
In questo brano della lettera, Paolo cerca di rispondere ad una preoccupazione che la comunità di Tessalonica viveva circa la sorte di coloro che morivano prima del ritorno del Signore.
Nella risposta a questa domanda Paolo ci rivela la fede cristiana nella risurrezione dei morti, nella possibilità che ci è data di partecipare alla vittoria di Cristo sulla morte risorgendo anche noi con lui.
Sono temi che sono scomparsi dal nostro orizzonte; ci sembrano cose lontane e fuori dalla concretezza che riempie tutta la nostra attenzione, eppure sono il fondamento della nostra fede e della nostra speranza. Noi crediamo che il Signore, alla fine dei giorni, ci renderà partecipi di questa vittoria sulla morte e se dopo la morte è la nostra anima che sopravvive, nella risurrezione tutto di noi sarà glorificato, anche il nostro corpo e, come dice san Paolo nella lettera ai Romani, tutta la creazione.
Questo testo di Paolo è un invito a non restringere il nostro orizzonte, a non diminuire la potenza di Dio che è capace di adempiere la nostra speranza anche oltre il nostro desiderio.

Dal Salmo 96
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. 

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. 

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. 

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

Preghiamo
O Dio, nostro Padre, 
unica fonte di ogni dono perfetto, 
suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, 
perché si sviluppi in noi il germe del bene 
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. 

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