Umili e miti

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Dal libro del Siràcide
Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Con il linguaggio tipico della letteratura sapienziale, il libro del Siracide ci insegna la via della mitezza e dell’umiltà come la via privilegiata per glorificare il Signore.
Il commento più importante di questo testo lo abbiamo nell’invito di Gesù ad imparare da lui che si presenta come mite e umile di cuore (Cfr. Mt 11).
Mi colpisce sempre che nella sua Regola, un opera di grandissima sapienza spirituale e umana, san Benedetto disegni per il monaco un percorso che prevede dodici gradini per “salire” la scala dell’umiltà. Lascio brevemente la parola a lui.

Quindi, fratelli miei, se vogliamo raggiungere la vetta più eccelsa dell’umiltà e arrivare rapidamente a quella glorificazione celeste, a cui si ascende attraverso l’umiliazione della vita presente, bisogna che con il nostro esercizio ascetico innalziamo la scala che apparve in sogno a Giacobbe e lungo la quale questi vide scendere e salire gli angeli. Non c’è dubbio che per noi quella discesa e quella salita possono essere interpretate solo nel senso che con la superbia si scende e con l’umiltà si sale. La scala così eretta, poi, è la nostra vita terrena che, se il cuore è umile, Dio solleva fino al cielonoi riteniamo infatti che i due lati della scala siano il corpo e l’anima nostra, nei quali la divina chiamata ha inserito i diversi gradi di umiltà o di esercizio ascetico per cui bisogna salire. (Regola 7,5-9)

Dal Salmo 68
I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.

Preghiamo
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, 
suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, 
perché si sviluppi in noi il germe del bene 
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. 

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