Progredire nell’amore

1804

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Fratelli, riguardo all’amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva; voi stessi infatti avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, e questo lo fate verso tutti i fratelli dell’intera Macedònia.
Ma vi esortiamo, fratelli, a progredire ancora di più e a fare tutto il possibile per vivere in pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato.

Come si progredisce nell’amore fraterno? Quali sono le condizioni?
Siamo tutti d’accordo che si cresce nell’amore se si vive in pace. Ma come fare a creare tale condizione? Paolo consegna due piste per favorire la pace: occuparsi delle proprie cose e lavorare con le mani.

Il primo invito non è assimilabile all’idea diffusa “ognuno pensi per sé!” che sembrerebbe la condizione regina perché si possa vivere in pace, con il risultato – però – di diffondere l’indifferenza reciproca. Ognuno pensi alle proprie cose, significa, nel linguaggio della comunità cristiana, ognuno sia responsabile di ciò che gli è stato affidato. Se ognuno compie il suo dovere a favore di tutti, questo stabilisce delle condizioni che favoriscono la pace e il crescere dell’amore fraterno. Se invece ci disinteressiamo, siamo superficiali o irresponsabili, creiamo dei disagi anche agli altri che non favoriscono la pace.

Il secondo invito sembra un po’ naif, ma, sia seguendo la grande tradizione monastica che esorta tutti a compiere il lavoro manuale per favorire il clima della comunità, sia nelle esperienze più moderne, in cui accade di trovarsi insieme per operare con le mani (da noi la grande e bella esperienza del Campo lavoro missionario – per esempio-), ci insegnano che il lavoro manuale condiviso può far crescere la fraternità.

Dal Salmo 98
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne.
Davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.
Preghiamo
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.

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