Chiamati alla santificazione

santità

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. 
Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impurità, che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno in questo campo offenda o inganni il proprio fratello, perché il Signore punisce tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e ribadito. 
Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste cose non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito.

La santificazione dell’uomo è opera dello Spirito di Dio. Senza il dono dello Spirito non è possibile vivere la santità: è quella che gli antichi chiamavano il primato della Grazia divina. 
La santità, infatti, non è solo il risultato di un impegno etico straordinario della persona, che volendo raggiungere tale obiettivo, si impegna in ogni modo per raggiungere uno stato di perfezione morale. Essa è sempre – prima di tutto – un dono che Dio concede, soprattutto attraverso i sacramenti della fede (battesimo, riconciliazione, eucaristia, …).

A tale dono è evidente che occorre corrispondere con un’adesione libera e responsabile. In questa risposta si collocano le raccomandazioni di Paolo ai Tessalonicesi e le “regole di vita” che lui consegna perché possano progredire in uno stile di vita che corrisponde sempre di più a ciò che piace a Dio.

Questo tema della progressione nell’adesione è una provocazione molto forte per noi, che – spesso – rischiamo di accontentarci dell’adesione iniziale, dove si compiono le scelte fondamentali. Ma tale adesione, ci direbbe Paolo, come dice anche ai Tessalonicesi, deve progredire per maturare in quel processo di santificazione che Dio opera in noi.

Dal Salmo 97
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. 

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. 

Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. 

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.

Preghiamo
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, 
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi 
e desiderare ciò che prometti, 
perché fra le vicende del mondo 
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. 

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