Scelti e amati

Sognare-di-dare-o-di-ricevere-una-carezza-interpretazione-2-2-1

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace. Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione: ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
La vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne. Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.

Non tutte le lettere di Paolo sono uguali perché non tutte le comunità erano uguali per lui. La lettera ai Tessalonicesi è la prima che lui scrive ed è piena di affetto per una comunità a cui Paolo è particolarmente legato.
Paolo associa gli altri missionari al suo scritto perché anche questo testo sia l’opera di un gruppo.
Paolo scrive questa lettera per confermare il cammino di fede della comunità di Tessalonica (oggi Salonicco) e dice loro due cose importanti che possiamo sentire rivolte anche a noi:
– siete scelti e amati da Dio; non è scontato ricordare questa verità della fede all’inizio o durante una giornata. La mia vita ha nella sua radice più profonda questa verità che mi viene rivelata dal Signore stesso: lui mi ha amato e mi ha scelto.
– questa comunità può verificare nella sua esperienza la sincerità e la fecondità della sua fede; nella comunità si riconoscono in modo evidente i frutti della potenza dello Spirito che creano vita intorno ai credenti e anche oltre. E’ un dono che possiamo invocare: essere persone e comunità feconde nello spirito del vangelo e nella testimonianza della vita cristiana.

Dal Salmo 149
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli.
Preghiamo
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.

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