Raduno universale

Pope John Paul II salutes the crowd from the altar

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore: «Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti. Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore. Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

L’esperienza di Israele si colloca su due prospettive che devono rimanere unite.
Da una parte Israele gode e porta la responsabilità di essere l’unico popolo che Dio ha eletto e con il quale ha stabilito la sua alleanza. Questa unicità distingue Israele da tutti gli altri popoli e nazioni, rendendolo unico. E’ un privilegio e una responsabilità che, nella sua storia, non sempre Israele sarà in grado di portare, subendo il fascino degli altri popoli e di culti più affascinanti.

Dall’altra parte la prospettiva della chiamata di Dio è sempre universale, fin dalla vocazione di Abramo “in te si diranno benedette tutte le nazioni della terra“. Se Israele è scelto per vivere una relazione particolare è perché Dio ha affidato a Israele il compito di far conoscere Dio e la sua misericordia a tutte le genti della terra.

Nella profezia di Isaia che oggi ascoltiamo come prima lettura, si contempla il compimento della storia della salvezza che prevede il radunarsi di tutti i popoli e di tutte le lingue che rispondono alla chiamata di Dio.
anche per noi questa è la prospettiva su cui dobbiamo sempre verificare la nostra relazione con Dio e il nostro stare nel mondo.

Dal Salmo 117
Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. 

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Preghiamo
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, 
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi 
e desiderare ciò che prometti, 
perché fra le vicende del mondo 
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. 

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