Un segno

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Dal libro dei Giudici
In quei giorni, l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: “Il Signore non ci ha fatto forse salire dall’Egitto?”. Ma ora il Signore ci ha abbandonato e ci ha consegnato nelle mani di Madian». 
Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo». 
Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò fino al tuo ritorno». 
Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina fece focacce àzzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce àzzime, posale su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce àzzime; dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce àzzime, e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi. 
Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore Dio, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Il Signore è pace».

Gedeone è un uomo forte e sincero che vive una forte tensione interiore. La sua memoria di fede ha ben chiaro quanto il Signore ha compiuto nella storia del suo popolo, ma l’esperienza dell’oppressione sembra contraddire quella verità di fede fondamentale che dovrebbe sostenere il popolo: il Signore è con noi.
Per questo Gedeone ha bisogno di un segno. Non è un uomo passivo. Rimane in movimento e attivo per tutto il racconto, ed è proprio in questo suo prodigarsi che il Signore si rivela attraverso il segno della sua presenza che Gedeone riconosce.

Cosa “funziona” bene in Gedeone? Cosa gli consente di riconoscere il Signore?
– Prima di tutto la memoria di fede. Gedeone non è schiacciato nel presente difficile, ma ha custodito viva la memoria di ciò che il Signore ha compiuto per il suo popolo. Vive la tensione tra ciò che ricorda e ciò che vive, ma non semplifica le cose; rimane in questa tensione che lo fa soffrire e gli pone domande brucianti. Siamo capaci noi di permanere in questa tensione?
– La difficoltà che vive sia per l’oppressione del suo popolo, sia per la povertà della sua famiglia, non lo esonera dai doveri dell’ospitalità; sarà proprio questa sua ospitalità che gli consente di riconoscere il Signore che è venuto a visitarlo e a chiamarlo. Gedeone non si rinchiude in un vittimismo depresso, ma rimane attivo e pronto a vivere ciò che lo rende pienamente uomo: l’ospitalità e l’accoglienza. Lì Dio si manifesterà e Gedeone scoprirà questo bellissimo nome di Dio: Il Signore è pace. 

Dal Salmo 85
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Preghiamo
O Dio, che hai suscitato nella tua Chiesa 
san Bernardo abate, 
come lampada che arde e risplende, 
fa’ che per sua intercessione 
camminiamo sempre con lo stesso fervore di spirito, 
come figli della luce.

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