Un popolo

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Dal libro della Sapienza (18,6-9)
La notte [della liberazione] fu preannunciata ai nostri padri,
perché avessero coraggio,
sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa
della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri.

Il libro della Sapienza ci presenta alcuni passaggi sintetici che rileggono “in modo sapienziale” (cioè secondo la mente di Dio) quanto è accaduto nella storia di Israele, cercando e manifestandone il senso più profondo.
In questi quattro versetti c’è una sintesi di come i figli di Israele hanno vissuto l’evento della liberazione pasquale. Cosa si evidenzia?
– La liberazione pasquale è stato un evento annunciato e desiderato. Nella Scrittura quanto Dio ha intenzione di fare, viene annunciato perché divenga oggetto di attesa e di desiderio. Nell’annuncio Dio prepara il nostro cuore a vivere quanto lui è pronto a compiere per noi perché anche noi, non sopraffatti dalla sorpresa, possiamo essere partecipi dell’azione salvifica di Dio.
– Il vivere in modo responsabile e consapevole l’azione salvifica che Dio compie, chiede un impegno e un legame di fedeltà. Dio non ci tratta solamente come destinatari di un’opera, ma fin dalla creazione del mondo, e ancora di più nella redenzione, Dio ci vuole corresponsabili attraverso l’alleanza con la quale ci domanda di legarci a lui.
– L’opera salvifica di Dio coinvolge un popolo chiamato a vivere in modo solidale quanto accade: “i successi e i pericoli”; ritorna in mente quel testo bellissimo della Lumen gentium in cui si afferma che: “Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità. Scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un’alleanza e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé” (LG 9).

Dal Salmo 33
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dai il privilegio di chiamarti Padre,
fa’ crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare
nell’eredità che ci hai promesso.

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