Preghiera

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La prima lettura di oggi ci presenta l’intercessione di Abramo per la città di Sodoma. Lo abbiamo commentato pochi giorni fa’. Chi è interessato può andarlo a rileggere cliccando qui.
Ho scelto di commentare il Vangelo di questa domenica.

Dal Vangelo secondo Luca (11,1-13)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

I vangeli delle ultime tre domeniche sono da leggere in successione: l’insegnamento sull’amore per il prossimo e la parabola del buona samaritano; l’incontro nella casa di Betania con Marta e Maria ed, infine, l’insegnamento di Gesù sulla preghiera. Insieme questi tre testi formano una trittico di istruzioni fondamentali da leggere con un solo colpo d’occhio.

L’insegnamento sulla preghiera parte anche questa volta da una domanda rivota a Gesù da un discepolo: insegnaci a pregare. Già qui ci potremmo fermare e chiederci chi ci ha insegnato a pregare, e dove, nelle nostre comunità, si insegna a pregare. L’esperienza della preghiera che si riscontra tra i cristiani è quella della ripetizione di formule o quella di monologhi solisti dettati dal puro spontaneismo.

La preghiera è un arte che va imparata.
Gesù, in questo testo, ci offre un duplice insegnamento: ci chiede di avere una confidenza filiale nei confronti di Dio e ci mette sulla bocca le domande essenziali da rivolgere la Padre, quelle da cui dipende tutto per noi.

Senza la fiducia in Dio, senza la confidenza in lui, la nostra preghiera rimane una invocazione formale. La preghiera si nutre di questa fiducia e di questa confidenza. 
Ci potremmo chiedere: quale idea abbiamo di Dio quando ci mettiamo a pregare? Cosa pensiamo di lui? Perché ci rivolgiamo a lui? Crediamo nel suo amore di Padre?

In secondo luogo, Gesù ci dice che cosa possiamo/dobbiamo chiedere al Padre nella nostra preghiera. La preghiera del “Padre nostro” secondo Luca è molto più essenziale, ma ricalca quella che troviamo nel Vangelo secondo Matteo.
Chiediamo che sia santificato il nome di Dio (ci sta a cuore?); che venga il suo Regno (ci interessa?); di avere il pane necessario per oggi (questo dipende davvero da Dio?); il perdono dei nostri peccati con l’impegno a perdonare anche noi a chi fosse debitore nei nostri confronti e di non abbandonarci alla tentazione.

Possiamo chiederci se davvero questa è la nostra preghiera; se queste sono le domande che rivolgiamo a Dio nella nostra preghiera.

Signore insegnaci a pregare.

Dal Salmo 138
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita; 
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano. 

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Preghiamo
O Dio, nostra forza e nostra speranza, 
senza di te nulla esiste di valido e di santo; 
effondi su di noi la tua misericordia 
perché, da te sorretti e guidati, 
usiamo saggiamente dei beni terreni 
nella continua ricerca dei beni eterni. 

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