Concittadini

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Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (2,19-22)
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.  In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Che bella notizia di ricorda san Paolo in questa festa di san Tommaso.
Per prima cosa, per Dio noi non siamo ne’ stranieri, ne’ ospiti. Sappiamo che tra questi due termini ci sarebbero già delle belle differenze. Noi che viviamo in territorio a vocazione turistica abbiamo imparato a distinguere bene i forestieri: alcuni sono solamente degli stranieri (di cui tendiamo a diffidare), gli altri sono “graditi ospiti”, che accogliamo volentieri e che riconosciamo come portatori di doni (e di soldi se sono dei turisti facoltosi).

Noi per Dio siamo concittadini dei santi e familiari di Dio. Come dire: nella casa di Dio siamo a casa nostra. Il termine concittadini è quello che mi ha colpito di più proprio perché in questo tempo della storia è un termine usato con cautela, perché tendiamo ad esaltare le differenze piuttosto che le comunanze.
Il concittadino è colui o colei che, semplicemente perché vive nella mia stessa città, è riconosciuto come legato a me da vincoli importanti. Prima di quello che crede o pensa, di ciò per cui si spende, della sua storia, dei suoi meriti o demeriti, … lo riconosco legato a me per il fatto semplice che vive accanto a me. Pensare che noi, nonostante tutte le nostre fragilità e incoerenze siamo considerati concittadini dei santi, è una bella notizia.
Il familiare, poi, è colui che è legato da vincoli di parentela, che condivide una storia familiare, che porta in sé i caratteri genetici che anche io porto (lo stesso sangue).
San Paolo ci ricorda che noi siamo familiari di Dio, scelti da lui prima della creazione del mondo (Cfr Ef 1) per essere suoi figli adottivi, per poter vivere da fili nella sua casa.

La cosa bella dell’essere concittadini e familiari è che non dipende da noi.

Salmo 117
Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Preghiamo
Esulti la tua Chiesa, o Dio, nostro Padre, 
nella festa dell’apostolo Tommaso; 
per la sua intercessione si accresca la nostra fede, 
perché credendo abbiamo vita nel nome del Cristo, 
che fu da lui riconosciuto suo Signore e suo Dio.

Apocalisse - ultima parola - estate 2019

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